Il parco (ri-edizione della Coppa Cobram fantozziana)

Dopo  il superamento della sindrome del piriforme*( ringrazio vivamente la mia fisioterapista Paola per il miracolo) animata dal mio fulgido spirito sportivo che non mi abbandona mai, ho ricominciato ad andare in bici, anche dopo la drammatica esperienza di un anno fa sul sentiero della bonifica  (20 KM dalla stazione di Chiusi, questa merita un post a parte).  Anche perchè avevo comprato una MTB nuova  che è uno spettacolo .

 Così…. dopo svariati acquisti di stampo BIKE da Decathlon (a cui mensilmente lascio un mutuo perchè lo adoro) mi sono rimessa in marcia. Prima di parlare del parco una doverosa nota all’abbigliamento è d’obbligo:

ABBIGLIAMENTO DI SCRIPTY:

  • Canottiera traspirante Domyos di un magnificente color blu Savoia
  • Pantaloncino di microfibra con “pannolone” incorporato anti-piaghe da decupito da sella
  • Cuscinetto imbottito per la sella penosamente troppo piccola per il mio culo ( ma penso per qualsiasi culo esistente al mondo… forse era meglio il sellino delle vecchie Graziella)
  • Zainetto quechua modello “gita estiva ai pratoni del Vivaro” con cinghie
  • Scarpetta nera da danza (azzeccatissima direi)
  • Caschetto coattissimo da rollerblade, con adesivi catarifrangenti a forma di tuono, perchè mi sento molto la figlia di Thor!
  • Guantino da bodybuilding estivo con

Vabbè ieri ho scelto il percorso all’interno del parco sotto casa dei miei, dove  sono cresciuta….che dire…tornarci dopo 20 anni   e ricordare le partite di calcio, i giri in bici, il primo skateboard, il primo bacio che mi aveva fatto troppo schifo (mammamia che ridere se ci ripenso), il primo pensiero al cinema, il primo soggetto scritto. Che effetto strano.  Non ci sono piu le altalene, non c’è piu la pista, non ci sono piu i bambini…. …. altri tagliati ed accatastati. Mi ricordo l’odore dell’erba secca in estate, le spighette che si conficcavano nei polpacci oppure nei vestiti quando le usavamo come frecce. I tagli sulle ginocchia quando si cadeva dalla bici o dai pattini. E poi le “torte” fatte con i sassi, la terra. E quella fontanella, l’unica che per bere si doveva fare la fila. Quando tornavo a casa tutta sporca di terra e c’erano le mie serie televisive preferite e in estate il festivalbar.  E quando volevo giocare a calcio come Holly&Benji e correvo con i gomiti aperti ma il mio campo era troppo piccolo e poi mi arrotolavo le maniche come Mark Lenders e provavo il tiro da tigre. Mi sono seduta sull’erba e c’erano gli stessi odori. La terra mi si è mischiata sulle gambe assieme al sudore e sentivo le spighette pungermi. Sarà che ero nostalgica, sarà che stavo ascoltando la colonna sonora della Strada di Nino Rota, sarà che sono cresciuta, sarà che sono una scrittrice….ma tutto questo mi ha fatto commuovere….ed ancora una volta la semplicità della vita mi sorprende e aumenta la mia gioia di viverla. Ecco cosa rimane del mio parco…. Ma gli alberi sono sempre gli stessi… Un po cresciuti…Come me che nonostante tutto sono ora qua e mi sembra di avere ancora 6 anni.

*http://www.fisioterapiarubiera.com/la_sindrome_del_piriforme.htm

La mia produzione edita

 

Buongiorno belli miei che si dice?Voi direte” Diccelo tu visto che siamo noi a venire a leggere il tuo blog”. C’avete ragione…Vabbè oggi alimentiamo la categoria SCENEGGIANDO con il primo articolo. In questa categoria vi  racconterò tutto ciò che ha a che fare col mio lavoro di writer, come nascono le idee per un film, un libro, un soggetto …. Cominciamo dalle idee che sono diventate concrete e di carta. Ho pubblicato tre librettini per dare un inizio “serio” alla mia carriera. Per farlo, ho rivisto e raccolto tutte le piccole prose e mini racconti che avevo scritto dal 1999 (e da quell’anno che ho realizzato cosa volevo fare davvero nella vita, anche se scrivo da quando avevo 9 anni) fino ad oggi. Diciamo che la mia produzione spazia di molto nel vasto panorama della scrittura, vado dal romanzo ai racconti, passando per le prose scritte di getto etc etc.  ma il binario su cui vorrei canalizzare la mia scrittura è senz’altro la sceneggiatura. Spesso per spiegare, come ho maturato questa decisione nella vita la paragono ad un panetto di DAS ( avete presente il Das vero? Ci abbiamo giocato tutti da bambini….e scommetto che ognuno di noi ha in casa almeno uno dei quei lavoretti natalizi che si facevano all’asilo. Già, proprio quelle fantastiche statuine al limite del preistorico  che le nostre mamme continuano a tenere nella bacheca con orgoglio….vabbè poi ci farò un post sul DAS c’ho troppe cose da dire!). Le mie idee e il mio scrivere quand’ero piccola erano appunto paragonabili ad un’enorme palla di DAS senza forma…poi piano piano col tempo l’ho modellata e vennero fuori sonetti e poesie. Poi crescendo e lasciando da parte amori adolescenziali, ho appallottolato nuovamente il DAS e l’ho rimodellato sotto forma di Romanzi….ed oggi quell’enorme palla di Das ha una forma ben precisa : LA SCENEGGIATURA.   Volevo dunque dare un senso compiuto a questo percorso e ho iniziato a pubblicare le prime opere. Prima di giungere alla soluzione dell’autopubblicazione ho chiesto in giro a varie case editrici ma nulla da fare…e così sono approdata a lulu.com un sito dove è possibile pubblicare le proprie opere, scegliendo formati prezzi e stampa. Devo dire che per farsi il nome ed iniziare è veramente utile. Ho pubblicato su questa piattaforma 3 libri anche in formato e-book  e devo dire che sto ricevendo soddisfazioni sia in termini economici,piccoli guadagni intendiamoci, però pur sempre utili ma la cosa che mi da soddisfazione sono le recensioni di persone che li hanno comprati. E poi sono curiosa di sapere chi è il lettore misterioso dal REGNO UNITO che ha acquistato uno dei mie tre libri! Dai fatti vivo!

Potete trovare le mie opere qui ed acquistarle, dai dai prezzi modici fatevi avanti!