Iron Man Saga: il mio punto di vista – My point of view

iron-man-3_photoOk…. premesso che ovviamente il fumetto non lo conosco alla perfezione e nella sua interezza e premesso che si tratta del mio punto di vista ,pertanto soggettivo e dedicato esclusivamente all’azione filmica, io dico: W Tony Stark. Perchè? Perchè per me egli è l’eroe imperfetto.  Tony è una persona carismatica e cordiale che col suo sorriso disarmante, il pizzetto da sogno, e la sua personalità affascinante ottiene il potere e il successo di cui è sempre alla ricerca. Queste sue prerogative caratteriali negative lo mettono spesso contro gli altri supereroi e le persone con cui interagisce. Ho adorato la sua forte personalità in tutti i film a lui dedicati, compreso il cross-over in The Avengers. E’ spavaldo, sbruffone e comico quanto basta e in questo terzo film, che ho visto ieri al cinema, lo adoro ancora di più perchè queste sue caratteristiche lo portano al culmine del crollo della sua complessa psiche….e lo vedo diventare ancora più umano, più vero. Come dice lui stesso nel film, “l’armatura era il mio bozzolo” dove si nasconde forse per sfuggire al peso che la sua potente personalità gli ha buttato sulle spalle. Finalmente sa distinguere se stesso dall’armatura, sa scindere i due ruoli e riesce a venirne a capo (non facilmente visto che comincia a soffrire di attacchi di panico) grazie anche al grande amore di Pepper….che non considera più una delle tante ma la sua ragione di vita. Una dichiarazione d’amore meravigliosa a mio avviso, sotto la luce di importanti esplosioni….. Tony si chiede se la sua grandezza è dovuta all’armatura oppure è  indotta da lui , dal suo ingegno e dal suo vasto e complesso sapere. Questo concetto mi è apparso chiaro  quando uno dei personaggi  (che a mio avviso potrebbe essere usato come un futuro spin off….staremo a vedere) dice una frase , secondo me, emblematica  “Tu sei un meccanico….pensa a cosa puoi fare e cosa puoi costruire”.…il nocciolo della questione è proprio qui. Tony capisce che tutto deriva dalle sue mani e anche la possibilità di diventare un uomo migliore e felice con semplicità, tutto dipende da lui. Non solo macchine belle, moto belle, donne belle….non solo soldi….la vita non è solo questo….e ci vuole coraggio per fare una scelta del genere….l’espressione e l’azione di Tony sul parapetto a strapiombo sul mare  ne è la dimostrazione….  Ho letto dei commenti e delle recensioni contrastanti in merito a questi film. I puristi ovviamente  sono usciti dal cinema orripilati per come non sia stato rispettato nella sua interezza, il fumetto. Come dissi anche nel post dedicato a Twilight, secondo me è sempre consigliabile tentare di uscire anche solo per poco dagli originali (libri o fumetti) e scrivere sceneggiature molto libere, poichè si riescono ad accontentare gli spettatori più fantasiosi, si riesce a dare un proprio tocco distintivo e creare possibili spunti per spin-off, cross-over e si riesce a dare agli attori la possibilità di modellare la propria interpretazione (da quanto ne so lo stesso Robert Downey Jr. ha partecipato attivamente alla sceneggiatura indicando spesso modifiche alle battute mettendoci molto del suo). Ovviamente questo va fatto solo dove è possibile (è chiaro che se si fanno film storici non si può molto inventare) ed è lampante che alcuni punti debbono rimanere fermi (come le caratteristiche delle razze in Twilight, oppure l’uso di determinati tratti dei personaggi e poteri proprio qui in Iron Man…(Mandarino, Extremis etc. etc etc). Diciamo che quando scrivo per me vale il motto DEVIARE MA NON TROPPO. Per il resto dico: effetti speciali meravigliosi (Io riuscirò mai a raggiungere questi livelli con After Effects e Photoshop?) basta vedere i titoli di coda, la crew degli effetti speciali era composta da circa 100 persone. Dialoghi diretti e mai banali con quella vena comica che a mio avviso non guasta, e messaggi facilmente comprensibili. Il cambio di regista non mi sembra abbia influenzato molto la saga. Forse doveva essere espressa in maniera più drammatica “la discesa di Tony negli inferi degli attacchi di panico” perchè cadendo davvero in basso e con complessità  il personaggio sarebbe stato ancora più vero e la sua rinascita sarebbe stata più sfolgorante (per chi ci è passato come me….non è certo solo svegliarsi nel cuore della notte e respirare affannosamente). Che dire….ci sarà un quarto episodio? Secondo me proprio no leggendo anche le dichiarazioni di Gwyneth Paltrow  http://www.bestmovie.it/news/gwyneth-paltrow-shock-non-credo-ci-sara-un-iron-man-4/222422/…..ma forse è meglio così…..se mi togliete Robert Downey jr. Iron Man è solo lui.

Tony è perfetto perchè è imperfetto, la sua armatura si ammacca sotto i colpi degli avversari, perchè non sempre riesce ad indossarla con voli plastici e colpi di reni, perchè sanguina,  perchè lo prenderesti a schiaffi con la stessa veemenza con cui lo abbracceresti, perchè nel bene o nel male con i suoi pregi e difetti egli sa amare davvero, perchè…… ( se volete sapere il resto della frase continuate a seguirmi…..ora non posso scriverlo…… 🙂  )

ENGLISH VERSION

Ok …. Having said that obviously do not know the comic to perfection and in its entirety and given that this is my point of view, therefore subjective and dedicated exclusively to the action film, I say: W Tony Stark. Why? Because for me he is the flawed hero. Tony is a charismatic and friendly with his disarming smile, a goatee beard sexy, and his charming personality gets the power and success of which is always looking for. These prerogatives negative traits often put him against the other superheroes and the people with whom it interacts. I loved his strong personality in all the films dedicated to him, including the cross-over in The Avengers. And ‘swaggering, cocky and funny enough, and in this third film, which I saw yesterday at the movies, I love it even more because of these characteristics led him at the height of the collapse of his complex psyche …. and I see him become even more human, more real. As he says in the film, “the armor was my cocoon” where he is hiding perhaps to escape the burden that his powerful personality has thrown over her shoulders. Finally able to distinguish himself by armor, and knows how to separate the two roles can figure it out (not easily seen that begins to suffer from panic attacks) thanks to the great love of Pepper …. that does not consider one of the most many, but his reason for living. A declaration of love wonderful in my opinion, in the light of the explosions of the 42 armor ….. Tony wonders if its magnitude is caused by armor or is induced by him, by his wits and his vast and complex knowledge. This concept became clear to me when one of the characters (which I think could be used as a future spin-off …. we’ll see) says a sentence, according to me, emblematic “You think you are a mechanic …. What can you do and what you can build “…. the fact of the matter is right here. Tony realizes that everything comes from his hands and also the chance to become a better man and happy with simplicity, everything depends on him. Not only beautiful cars, beautiful motorcycles, beautiful women …. not only money …. life is not just this …. and it takes courage to make such a choice …. the expression and the ‘Tony’s action on the parapet overlooking the sea is the proof …. I read some comments and some mixed reviews about these films. Purists of course came out of the cinema for as horrified not been complied with in its entirety, cartoon. As I said in the post dedicated to Twilight, in my opinion it is always advisable groped to go out even for a short from the original (comic books) and write screenplays very clear, as they fail to satisfy the viewers the most imaginative, people can make their own distinctive touch and possible ideas for spin-offs, cross-over and you can not give the actors a chance to shape their interpretation (as far as I know the same Robert Downey Jr. has actively participated in the screenplay often indicating changes to the beats putting much of her). Obviously this should be done only where it is possible (it is clear that if you make historical films you can not invent a lot) and it is clear that certain points must remain firm (such as the characteristics of the races in Twilight, or the use of certain character traits and powers right here in Iron Man .. (Mandarin, Extremis etc. etc etc). Lets say that when I write for me the quote FORWARD BUT NOT TOO MUCH. To the rest I say, wonderful special effects (I’ll never be able to reach these levels with After Effects and Photoshop?) just look at the credits, the special effects crew was made up of about 100 people. Dialogues direct and never dull with that comic that I think is not bad, and understandable messages. Changing director does not seem to have greatly influenced the saga. Perhaps it was to be expressed in a more dramatic, “the descent of Tony in the underworld of panic attacks” because falling really low and complexity of the character would have been even more true and its rebirth would been shining more brightly (for those who like me has passed …. is not just waking up in the middle of the night gasping for breath.) What can I say …. there will be a fourth episode? For me its not reading the explanations of the Gwyneth Paltrow http://www.bestmovie.it/news/gwyneth-paltrow-shock-non-credo-ci-sara-un-iron-man-4/222422/….. but maybe it’s better that way because  if you remove Robert Downey jr. Iron Man is just him! ……

Tony is perfect because it is imperfect, his armor dent under the blows of the opponent, because it is not always able to wear it with cheap plastic and strokes, because bleeds, because you grab him to slap with the same vehemence with which they hug, because for better or for worse, with its strengths and weaknesses, he really knows how to love, because …… (If you want to know the rest of the sentence continue to follow my blog ….. now I can’t write it down …… :-))

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Progetto Meldon: Ancora qualche ora di lavoro e poi relax – Project Meldon:A few more hours of work and then relax

Ci siamo….arrivano i ponti….ovviamente parlo del 25 aprile e del 1 maggio che sono ricorrenze italiane e siccome capitano in mezzo alla settimana c’è possibilità di allungare le feste facendo il cosidetto “ponte”. Dunque mi prenderò una pausa anche io per far riposare il corpo e la mente e tornare più carica di prima con un sacco di progetti in ballo. Tra i progetti a cui sto lavorando c’è ovviamente “MELDON” la trilogia fantasy di cui vi ho parlato nei post precedenti. Ho terminato il prologo, primo e secondo capitolo e ho addirittura gettato le basi per il prequel e il sequel negli appunti di produzione. Sono andata avanti anche con i disegni, poichè la mia collaboratrice Fran era beatamente in vacanza anche lei e non volevo far passare tempo prezioso, ma appena termineranno le festività le farò vedere cosa ho realizzato e di sicuro mi darà una mano a correggere le bozze e torneremo a lavorare sulla Mappa di Ardamithrisil….il mondo fantasy che ho creato. In questa settimana ho lavorato sugli stemmi dei vari ordini e clan citati nel libro, per la precisione ho lavorato allo stemma  dell’  Ordine dei Grandi Precettori di  Ildisia e allo stemma del Clan Elfico più importante del libro, ovvero i Luvat’hil di cui vi mostro un’anteprima qui nel post. Prima di andare in vacanza per qualche giorno voglio accontentare chi mi ha chiesto qualcosa in più sulla trilogia perciò…signori e signore mettevi comodi….che vi posto alcune parti del prologo e dei primi capitoli del fantasy. Con questo vi saluto e ci rivediamo Lunedì 6 maggio 2013 con un sacco di novità. A presto!

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ANTEPRIMA DEL PROLOGO DI “Meldon e la Gemma di Miw”

[…]Il principe Ioldaer, elegante nella sua alta uniforme bianca e grigia, abbellita da una corazza di mithril decorata in rilievo col simbolo del Clan, cercava di mascherare l’emozione del momento mentre osservava il corteo Reale che avanzava verso l’altare. La Regina sorreggeva  un cuscino di raso bianco.  Sul quel cuscino troneggiava la “Gemma di Miw”, un preziosissimo diadema d’argento e acciaio splendente su cui era incastonata una grossa pietra che richiamava con precisione nella forma e nei colori, un fiore di Miw. Osservando bene la pietra però, all’interno, si potevano notare una piccola sfera che sembrava vivere e si muoveva galleggiando in quella strana  clorofilla rosa. La sfera sembrava viva[…]

“Il Gran Consiglio dei sei Re Alqua  ha preso una saggia decisione. D’altronde la Regina Menelyë non può continuare a regnare da sola, c’è bisogno di un successore diretto della famiglia Reale, come tradizione vuole, del resto…se il Gran Consiglio ha deciso così…non posso che essere d’accordo.…assolverò con devozione e perfezione il mio dovere…voglio onorare la memoria di mio padre Vëon e di mio fratello Calardan e sarò una guida eccellente per il nostro giovane Re di Luvat’hil” sibilò tra i denti il principe Ioldaer dando una fugace occhiata al vecchio alchimista per poi tornare a fissare gli occhi verdi del piccolo la cui attenzione ora era catturata da un prezioso pendente d’acciaio che lo zio portava al collo e dall’elsa regale della spada al suo fianco. Il principe gli rivolse un freddo sorriso poi portò le sue iridi bianche oltre la radura.
“I vostri congiunti si staranno rivoltando nella tomba” sussurrò tra se e se Sir Leonard[…]
[…]“Miei Confratelli gioite, ecco il nuovo Re di Luvat’hil …il suo nome è….” urlò dopo aver inspirato aria pura e le sue mani scesero lentamente sul capo del piccolo. Ioldaer osservò la scena con un ghigno satanico, passandosi la punta della lingua sulle labbra per poi sibilare appena come se stesse assaporando il dolce retrogusto dell’idromele servito a corte.
“E’ il momento” sussurrò tra se e se e pochi istanti prima che la Gemma di Miw toccasse il capo dell’elfo, si drizzò in piedi e in un attimo sguainò la spada tenendola nella destra.
“Eccomi! Sono io il Re!” urlò e si portò alle labbra il ciondolo d’acciaio che indossava, che altro non era che un piccolo flauto. Iniziò a salire la scalinata per avventarsi verso il piccolo. Lo strumento emise un fischio potente che riecheggiò per tutta la radura. Sir Leonard si precipitò giù per la scalinata di marmo temendo qualche gesto insano del principe che ora avanzava rabbioso facendosi largo a colpi di fendenti e sbaragliando l’attacco delle guardie Reali. Qualche istante dopo il sonoro fischio una fitta pioggia di frecce infuocate caddero dal’alto colpendo in ogni dove il popolo che ora si disperdeva per la paura. Urla e grida di terrore spezzarono l’incanto della cerimonia mentre la Regina Madre cercò di trarre in salvo suo figlio. Lo prese con forza dall’altare e salendo forsennatamente l’ultima rampa di scale cercò riparo nel palazzo reale.
Sir Leonard si parò innanzi a Ioldaer a metà dell’imponente scala di marmo.
“Fermati pazzo traditore!” esclamò il vecchio alchimista gettandosi addosso all’elfo col suo bastone nodoso e la spinta fu tale che egli riuscì a rovesciare con le spalle a terra Ioldaer.
“Il pazzo sei tu, vecchio alchimista! Questo è il mio Regno, mi spetta, sono io l’erede legittimo e non quell’infante! Mio padre avrebbe voluto così!” esclamò a fatica poiché il bastone di Sir Leonard premeva ora sul suo petto protetto solo dalla corazza di mithril posta sopra la chiara uniforme della Guardia Reale.
“Tu non sei degno di portare la Gemma di Miw, tu sei un traditore….tu..lo hai…” gridò a fatica Sir Leonard che non fece in tempo a finire la frase. Si sentì afferrare alle spalle da due mani potenti come morse e Ioldaer approfittò per divincolarsi e rimettersi in piedi.
“Pharaun!” esclamò il principe quando si trovò davanti il possente drow dalla pelle scura. Il drow teneva tra le sue grinfie l’anziano alchimista che tentava di divincolarsi come un pesce appena pescato e ancora attaccato all’amo, ma la forza del drow era superiore alla sua.

“Dov’è il tuo esercito?” esclamò Ioldaer all’indirizzo del drow.

“Dietro di te!” rispose con voce stentorea il drow e Ioldaer nel voltarsi si proruppe in una cavernosa risata. La vallata era avvolta dalle fiamme mentre un’intera cavalleria, penetrata tramite una breccia fatta nel muro di cinta in un parte nascosta  dalla folta vegetazione, ora l’attraversava distruggendo e uccidendo ogni cosa si frapponesse sulla sua strada. Dei canti festosi non c’era più traccia ormai ma solo il crepitio delle fiamme misto a urla di terrore e rumore di spade. Gli sgradevoli gridi di giubilo dei drow che avevano invaso il regno, riuscivano a coprire anche il rumore della cascata. Ioldaer allargò le braccia e urlò al cielo ancora una poderosa risata poi rapidamente cominciò a salire il resto della bianca scalinata agitando la sua spada. Giunto in cima spalancò le pesanti porte del palazzo Reale che si richiusero all’istante con un fragoroso rumore. L’elda attraversò l’enorme salone che conduceva al trono. I  suoi temibili passi rimbombavano con un eco terrificante.

[…] Nel frattempo fuori Pharaun aveva mollato la presa scagliando in terra il vecchio Sir Leonard che giaceva ora senza vita sulla scalinata. Perdeva sangue da una tempia e non si muoveva. Il drow si avvicinò osservandolo con disprezzo poi si voltò appena in tempo per evitare il colpo ferale tirato da picchiere della guardia reale. La lancia scalfì appena il petto del corpulento drow. Nello stesso istante la sua testa si staccò di netto dal collo e il busto cadde ai piedi del drow.

“Ottimo lavoro Zhusee!” esclamò Pharaun al suo soldato ed entrambi guidarono l’esercito sulla scalinata per raggiungere il portone del palazzo Reale.

Ioldaer nel frattempo proseguì l’esplorazione del palazzo Reale, la sua andatura ora si faceva più lenta. Ad ogni passo la Regina sobbalzava e chiudeva i suoi occhi come a voler scacciare quell’incubo.

 “Piccolo Meldon, tranquillo ce la faremo” sussurrò nelle puntute del figlio che in quell’istante liberandosi dalla mano della madre emise un gemito che riecheggiò per tutto il salone. Le puntute di Ioldaer vibrarono ed egli si voltò immediatamente verso la colonna dove madre e figlio erano nascosti.

 “Nascondervi non vi serve più ora!” esclamò nel frattempo il principe correndo verso la colonna. La Regina decise di affrontare il pericolo lasciando il piccolo Meldon e la Gemma di Miw al sicuro dietro la colonna di marmo e uscì allo scoperto  frapponendosi tra lui e Ioldaer.

“Mossa sbagliata mia Regina!” esclamò l’Elfo scagliandosi su di lei e tentò di prenderla per il collo con la mano sinistra, brandendo la sua spada nella destra . La Regina tentò di difendersi con tutte le sue forze muovendosi veloce attorno a Ioldaer che mancò la presa sbilanciandosi in avanti. Thennil schivando la potente morsa di Ioldaer, trasse un piccolo stiletto nascosto dentro la manica della sua morbida tunica e colpì al braccio destro il principe Ioldaer che lasciò andare la spada tenendosi la mano ferita. L’Elfo cadde a terra mentre la ferita perdeva linfa copiosamente e Ioldaer terrorizzato strisciò fino ad una colonna per appoggiarsi

“Nadorhuan![1] La Gemma di Miw non sarà vostra! Non lascerò che il mio Regno cada nelle mani di un traditore.”

“Non fate ulteriori mosse azzardate Thennil, fuori c’è un esercito di drow che è con me….fareste bene a posare le armi ed arrendervi!” esclamò con disprezzo Ioldaer tenendosi la ferita e cercando di rialzarsi a fatica. Proprio in quell’istante il portone si spalancò con fragore e una miriade di drow entrò brulicando ed urlando. La Regina Thennil si guardò attorno terrorizzata mentre alcuni di loro la circondarono.

“Vedete mia Regina….dovevate arrendervi subito…” disse Ioldaer una volta in piedi.

“Il mio Regno…. dove sono le mie genti? Cosa avete fatto?” chiese l’Elfa cercando di divincolarsi dalla presa di due drow che l’avevano immobilizzata. Uno di loro le torse il polso ed ella con un grido di dolore lasciò andare lo stiletto.  In quell’istante entrò Pharaun che recava in mano una testa mozzata.

“Le vostre genti stanno scappando….almeno quelle che non siamo riusciti ad uccidere” esclamò con voce cavernosa il corpulento drow e in quell’istante alzò la mano destra e fece ballonzolare innanzi alla regina, la testa mozzata del picchiere che grondava di sangue. Gli occhi vitrei e sbarrati la fissavano con orrore e la Regina voltò il capo disgustata, sciogliendosi in un pianto a dirotto e in un urlo di dolore.

“Procediamo e non perdiamo altro tempo!” esclamò il drow verso Ioldaer che si diresse veloce verso la colonna dove era ancora nascosto il piccolo Meldon. L’elfo che ora recava in mano il prezioso diadema e lo teneva come fosse un giocattolo che in quell’istante gli stava dando coraggio.

“Piccolo Meldon, date allo zio Ioldaer questa bella corona!”


[1] Trad. “Vile Cane!”

ENGLISH VERSION

We arrive …. “the bridges” …. obviously I speak on April 25 and May 1 celebrations that are Italian and since they fall in the middle of the week there is the possibility of lengthening the parties take an extras days off. So I will take a break too for body and mind to rest and come back office as the first with a lot of projects going on.Among the projects I’m working on there is obviously “Meldon” the fantasy trilogy that I talked about in previous posts.I finished the prologue, the first and second chapter and I even laid the groundwork for the prequel and sequel to the clipboard production. I went ahead with the drawings, as my colleague Fran was blissfully on vacation and she did not want to spend valuable time, but as soon as finish the holiday I’ll show you what I made and for sure will give me a hand to proofread and return to work on the Map of Ardamithrisil …. the fantasy world I created. This week I worked on the crests of the various orders and clans mentioned in the book, actually I worked the emblem of the ‘Order of the Grand Preceptors of Ildisia and to the family crest of the Clan Elven most important of the book, or the Luvat’hil which we monster preview here in the post. Before you go on vacation for a few days I will satisfy those who asked me more about the trilogy so … ladies and gentlemen …. you put yourself comfortable place some parts of the prologue and the first chapter of the fantasy. With this I salute you and we’ll see you Monday, May 6, 2013 with a lot of news. See you soon!

PREVIEW OF THE PROLOGUE “Meldon and the Gem of Miw”

[…] The Prince Ioldaer, elegant in his dress uniform gray and white, adorned with a mithril armor decorated in relief with the symbol of the Clan, trying to mask the emotion of the moment as he watched the parade Royal advancing toward the ‘ altar. The Queen was holding a pillow white satin. On that pillow dominated the “Gem of Miw,” a precious diadem of silver and steel shining on which was set a large stone that recalled with precision in form and color, a flower of Miw. Looking good, however, the stone inside, you could notice a small ball that seemed to live and moved in that strange floating chlorophyll pink. The ball seemed to be alive […]

“The Grand Council of the six Alqua King has made a wise decision. Moreover, the Queen Menelyë can not continue to reign alone, we need a direct successor of the royal family, as tradition says, the rest … if the Grand Council decided so … I can not but agree …. acquit with devotion and perfection my duty … I want to honor the memory of my father Vëon and my brother Calardan and I will be an excellent guide for our young King of Luvat’hil “he hissed between his teeth Prince Ioldaer giving a glimpse of the old alchemist and then go back to fix the little green eyes whose attention was now captured by a precious steel pendant that his uncle wore around his neck and regal hilt of the sword at his side. The prince gave him a cold smile then brought his white irises over the clearing.
“Your relatives must be turning in his grave,” he whispered to himself Sir Leonard […]
[…] “My Brothers rejoice, here is the new King of Luvat’hil … his name is ….” yelled after having breathed fresh air, and his hands slowly went down on the head of the child. Ioldaer surveyed the scene with a satanic grin, rubbing the tip of his tongue over his lips and then hiss just as if he were savoring the sweet taste of mead served at court.
“It ‘s time,” he whispered to himself and a few moments before the Gem of Miw touched the head elf, he sprang to his feet and in a moment he drew his sword in his right hand holding it.
“Here I am! I am the King! “Screamed and brought it to his lips the steel pendant she wore, which was nothing more than a small flute. He began to climb the stairway to rush towards the child. The instrument whistled powerful that echoed through the clearing. Sir Leonard rushed down the marble staircase fearing some insane gesture of the prince who was now making rabid making their way in slashing strokes and beating off the attack of the royal guards. A few moments after the whistle sound a dense rain of flaming arrows fell dal’alto hitting everywhere now that the people were scattered in fear. Shouts and screams of terror broke the spell of the ceremony while the Queen Mother tried to rescue his son. He took it from the altar and strength going up the last flight of stairs frantically sought refuge in the royal palace.
Sir Leonard loomed before Ioldaer in the middle of the imposing marble staircase.
“Stop crazy traitor,” said the old alchemist throwing himself upon the elf with his knotty stick and thrust was such that he managed to turn his back on the ground Ioldaer.
“The fool you, old alchemist! This is my kingdom, I deserve, I am the rightful heir and not quell’infante! My father would have wanted it that way, “cried fatigue because the stick of Sir Leonard was pressing on his chest now only protected by the armor of mithril placed over the clear uniform of the Royal Guard.
“You are not worthy to bear the Gem of Miw, you’re a traitor …. you .. did you …” cried Sir Leonard fatigue that did not have time to finish the sentence. He felt himself seized from behind by two powerful hands like vises and Ioldaer took the opportunity to break free and get back on their feet.
“Pharaun!” Said the prince, when he found himself in front of the mighty drow dark-skinned. The drow kept in his clutches the old alchemist who tried to wriggle like a freshly caught fish and still attached to the hook, but the strength of the drow was superior to his own.

“Where is your army?” Exclaimed Ioldaer at the drow.

“Behind you!” He said in a loud voice the drow Ioldaer and in turn you gave a hollow laugh. The valley was engulfed in flames while an entire cavalry, penetrated through a breach made in the wall of a partly hidden by thick vegetation, now crossed by destroying and killing everything was standing in his way. Of festive songs there was no trace now but only the crackling of the flames mixed with screams of terror and clash of swords. The unpleasant shouted for joy drow who had invaded the kingdom, they could also cover the noise of the waterfall. Ioldaer spread his arms and screamed to the sky still a mighty laugh then quickly began to climb the rest of the white staircase waving his sword. At the top swung open the heavy doors of the Royal Palace which is closed again instantly with a loud noise. The elda across the huge hall that led to the throne. His fearsome steps resounded with an echo terrifying.

[…] In the meantime outside Pharaun had lost their grip on the ground throwing the old Sir Leonard now lying lifeless on the steps. He was losing blood from his temple and did not move. The drow came up watching him with contempt then turned around just in time to avoid the fatal shot pulled from pikemen of the royal guard. The spear just grazed the breast of the portly drow. At the same instant his head came off cleanly from the neck and torso fell at the feet of the drow.

“Great job Zhusee” cried Pharaun to his soldiers and both led the army on the stairway to reach the gate of the Royal Palace.

Ioldaer meanwhile continued the exploration of the Royal palace, his pace was slower now. For each step the Regina bounced and closed his eyes as if to chase away the nightmare.

 “Small Meldon, we’ll make it quiet,” he whispered in pointy son at that moment freed from the hand of the mother let out a groan that echoed throughout the hall. The pointy of Ioldaer quivered and he immediately turned towards the column where mother and child were hidden.

 “Hide no longer serves you now,” cried the prince meanwhile running to the column. The Queen decided to confront the danger leaving the small Meldon and the Gem of Miw safe behind the marble column and stepped out into the open standing between him and Ioldaer.

“Wrong move my Queen,” cried the Elf throwing himself on her and tried to take her by the neck with his left hand, brandishing his sword in his right hand. The Queen tried to defend himself with all his strength by moving fast around Ioldaer that lacked the power forward tipping the scales. Thennil dodging the powerful grip of Ioldaer, drew a small dagger hidden in the sleeve of her soft robe and struck his right arm that the prince Ioldaer let go of the sword, holding his injured hand. The Elf fell to the ground while the wound was leaking sap profusely and Ioldaer terror crept up to a pillar to lean

“Nadorhuan! [1] The Gem of Miw will not be yours! I will not let my kingdom fall into the hands of a traitor. ”

“Do not make more risky moves Thennil, outside there is an army of drow who is with me …. would do well to lay down their arms and surrender,” cried scornfully Ioldaer keeping the wound and trying to get up with difficulty. Just then the door swung open with a crash and a host of drow came crawling and screaming. The Queen Thennil looked around, terrified, as some of them surrounded her.

“You see my Queen …. had to surrender immediately …” he said Ioldaer once stood.

“My kingdom …. where are my people? What have you done? “Asked the Elf trying to wriggle out of the grip of two drow who had immobilized. One of them twisted her wrist and she with a cry of pain let go of the stiletto. In that instant he entered Pharaun which bore in his hand a severed head.

“Your people are running away …. at least the ones that we could not kill,” he said in a hollow voice the burly drow and immediately raised his right hand and started bobbing before the queen, the severed head of pikemen were dripping with blood. Eyes glazed and staring staring at her in horror and the Queen turned her head in disgust, melting into tears pouring down and a scream of pain.

“Let’s proceed and not waste any more time,” said the drow to Ioldaer who walked fast towards the column where it was still hid the small Meldon. The elf who now bore the precious diadem in the hand and held it as if it were a toy at that moment she was giving him courage.

“Meldon, given his uncle Ioldaer ,this beautiful crown!”[……]

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[1] Trad “Cowardly Dog!”

Recensioni Semiserie “The Twilight Saga: Modesta opinione di un’autrice” – The Twilight Saga: Modest opinion of an author

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Ok mi sono decisa…lo faccio, meglio tardi che mai. Oggi darò il mio giudizio da umile scrittrice e sceneggiatrice su questa Saga….e sicuramente mi beccherò qualche vaffa dai Twilighters ….e vabbè!

Premessa doverosa: Il film non mi è dispiaciuto e, nonostante io non sia una twilighters che sbava per il vampiro dal naso schiacciato e per i primi pruriti sessuali di Bella, ha suscitato in me qualcosa. Ci sono degli elementi buoni che se migliorati potevano dare al film sfumature decisamente più interessanti. Rispetto le idee dell’autrice e la sua fantasia e mi limito semplicemente a dare una mia idea a livello cinematografico. I libri non li commento perchè ho letto solo Breaking Dawn.

Ma veniamo al dunque e andiamo con ordine. La storia: come ogni sceneggiatore che si rispetti, mi pongo la famosa frase “Cosa succederebbe se….Un vampiro si innamora di un umana?” e subito mi viene in mente Dracula di Bram Stokers e mi viene un coccolone, grande film! Questa cosa sarà di certo venuta in mente alla Meyer quando ha scritto Twilight e immagino che per differenziare la sua storia per renderla originale abbia cambiato in primis contesto e epoca. Ha ambientato il tutto in una cittadina tipica americana, Forks, dove c’è una High School dove ci si diploma con quelle tuniche fighe e con il Tocco in testa, stile Beverly Hills (quanto mi sarebbe piaciuto diplomarmi così) circondata da foreste e in cui piove sempre…. la Meyer è stata astuta qui… ha usato due ottimi escamotage per giustificare la presenza assidua di una famiglia di vampiri, che non hanno il problema della luce solare e quelle poche volte che è sereno se ne stanno in una casa troppo figa in mezzo alla foresta. Sono ricchissimi in quanto non muoiono mai e quelli di loro che lavorano (solo il povero Carlsyle a quanto pare ha tutta la famiglia sulle spalle) ovviamente lo fanno in eterno ( come dovremmo fare noi lavoratori in Italia ….. dovremo diventare tutti Volturi visto che in pensione non ci andremo mai ma questa è un’altra storia horror ne parleremo in un altro post). I Volturi invece vivono in base agli averi dei turisti che si spolpano quando questi visitano il loro palazzo (e qui mi chiedo….ma la gentile Pro Loco di Volterra non si rende conto del calo dei turisti?). I Cullen inoltre sono abili collezionisti di tocchi e tuniche da diploma, usati come arazzi decorativi in casa. Ci sono i Mannari, gran bella razza fantasy (anche nel mio Aelven ci sarà un mannaro ma non vi svelo chi è lo dovrete scoprire) e gli Indiani. L’intreccio della storia non è male, rispetta in pieno le tecniche narrative della fabula classica dove c’è una protagonista e la sua controparte maschile, ci sono antagonisti e obiettivi da raggiungerer (diventare vampira e farsi amici i Volturi) eventi imprevisti, la storia d’amore e tante microstorie con rimandi al passato molto molto interessanti. Quindi, che c’è di male? Perchè la saga cinematografica è oggetto di critiche e considerata un film solo per teenager?

I problemi fondamentali della Saga di Twilight signori miei, a mio modesto parere sono i seguenti….

  • L’USO SCONSIDERATO DELLE RAZZE FANTASY E IL MANCATO RISPETTO DELLE RISPETTIVE CARATTERISTICHE!
  • LA NON-BATTAGLIA FINALE.
  • DIALOGHI TROPPO MIELOSI E INUTILI. SCENE INUTILI.
  • IL MIO ADORATO ARO VOLTURI BELLISSIMO PERSONAGGIO MA POCO SFRUTTATO

Analizzando punto per punto: A mio avviso le razze non debbono mai essere dirazzate. Mi spiego meglio . Come si fa a dire che un vampiro brilla al sole?? i puristi della razza sono letteralmente zompati dalla sedia quando avranno visto questa cosa. Io stessa al cinema quando Edward si mostra al sole mi aspettavo un’orrida trasformazioneed invece…vabbè. E inoltre dove abbiamo lasciato il caro vecchio paletto di frassino? Io sono daccordo sul rappresentare i vampiri non più con gli stereotipi del mantello rosso e castelli in Transilvania, un pò di modernità ci vuole….ma farli morire staccandogli la testa semplicemente…non è corretto. Le caratteristiche fisiche e comportamentali delle razze fantasy devono essere rispettate, a mio parere e non si può prescindere da questo. Sarebbe stato più coinvolgente il film se fossero stati mantenuti questi concetti . Il vampiro ha poteri e siamo daccordo, ma ha anche punti deboli….e in Twilight i vampiri sembrano non averne nemmeno uno a parte un eventuale torcicollo dovuto alla testa che salta. Underworld è un esempio calzante di ciò che sto dicendo: un film moderno dove ci sono vampiri e lupi moderni ma che mantengono le loro caratteristiche fisiche e comportamentali.

Veniamo ora alla non-battaglia finale. Quando ho letto Breaking Dawn (saltando tutto il metà libro che contiene i pensieri di Jacob e che gli sceneggiatori hanno avuto il buon gusto di diluire risparmiandoceli) ho avuto l’impazienza di vedere questa tanto famigerata battaglia finale. Ero gasatissima anche perchè io adoro Aro….finalmente lo vedo in azione, duro e incazzato ed invece…..tutti schierati sulla neve pronti a mordersi e sbranarsi….e invece arrivano due che sembrano i NA’VI di Avatar “FERMI TUTTI LA BAMBINA NON DA ALCUN FASTIDIO, DA GRANDE SARA’ UNA GNOCCA PAZZESCA, NON CRESCE SI FERMERA’ A 20 ANNI COME ME, STA SIMPATICA A TUTTI PER CUI ANNAMOSENE TUTTI A CASA, OGGI NON SI COMBATTE. VI OFFRO DA BERE!” Cooosaaaa??? mi hai tenuto per 300 pagine col fiato sospeso….e ora ve ne andate tutti a casa??? Ma che cavolo di vampiri siete??? e mi meraviglio di te, Aro! Ovviamente al cinema sonnecchiavo e mi svegliavo col pathos solo quando c’era un pò di sangue e quando c’era azione vera e Aro (il mio amato Michael Sheen). Dicevo tra me e me…voglio vedere come cacchio faranno a rendere vivo il finale visto che nel libro la battaglia non c’è… ed invece, colpo di scena i miei colleghi sceneggiatori hanno avuto la genialata, che non è riuscita alla Meyer a quanto pare. Con un’abile maestria inventano un flash back che si capisce solo alla fine. Non potevo credere ai miei occhi, la battaglia finale c’era… si stavano ammazzando, compreso il povero Carlslyle che finalmente poteva smettere di lavorare per tutti così, come il terzo Volturo che non vedeva l’ora di morire. Colpo di scena, staccano la bella capoccetta del mio Aro e io piango! e poi….capiamo che Alice ha mostrato ad Aro cosa sarebbe successo se lui avesse iniziato la battaglia e lui giustamente dice “ANNAMOSENE TUTTI A CASA” e Jacob nel frattempo si cucca Reneesme. Tanto di cappello agli sceneggiatori dunque che sono riusciti a salvare in calcio d’angolo una saga che era diventata ridicola anche per via di alcune scene veramente pietose, sempre secondo il mio parere….e ne cito alcune, Bella che rincorre Edward per tutta l’isola per trombare (bastava seplicemente farlo capire a parole come lo fa capire bene la Meyer nel libro, un punto a suo favore dai), le pippe mentali di Jacob, la bambina tridimensionale, Edward che sbrilluccica, la triste scenetta nella tenda da camping che mi ha ricordato un classico dei cinepanettoni. I dialoghi in certe parti del film, veramente scialbi e scadenti, io capisco l’amore però…. si può descrivere con parole diverse da SOLE, CUORE,AMORE, LEONE, AGNELLO etc. complice anche l’adattamento per il doppiaggio in italiano immagino. Veniamo alla nota dolente, ARO. Il grande Michael Sheen che io adoro follemente, anche in questo film come Castor in “Tron” interpreta un personaggio veramente figo e che si presterebbe a tante e tante possibili scritture. Io farei uno spin off solo per Aro se avessi i diritti, così come per Castor , personaggio fatto morire troppo presto in Tron. Aro è un personaggio complesso, ha una psiche particolare e uno charme senza tempo…sarebbe stato un bellissimo intreccio se oltre a desiderare il potere di Bella, ovvero lo scudo mentale, avesse desiderato lei…. li si che ci sarebbe stata una bella lotta con una giusta causa, tra i Cullen e i Volturi che avrebbe scatenato la battaglia….se ci pensiamo bene…il capolavoro di Omero, L’iliade….nasce dall’amore di un Principe troiano Paride per Elena la donna di Menelao fratello di Agamennone. Quanto agli altri Volturi, anche loro poco sviluppati, trattati come figure di contorno quando invece potevano essere personaggi chiave per un ulteriore sviluppo della storia (alcuni di loro mi hanno dato la sensazione che odiassero Aro eppure dovevano sottostare alle sue regole….anche questo sarebbe stato un bel conflitto). Insomma per farla breve io avrei aggiunto queste cose alla storia… l’avrebbero resa più avvicente, avrei tagliato la sceneggiatura e l’avrei liberamente ispirata al libro, ci avrei giocato su con toni chiaroscuri…. e avrei lasciato sempre lo stesso regista, quello di di Eclipse, David Slade che ha reso il film più dark rispetto agli altri episodi dalla fotografia molto “luminosa”.

Non me ne vogliano i fans di Twilight per questa mia piccola recensione ma l’ho analizzata dal punto di vista di un autrice che scrive sia libri che sceneggiature e che comunque a suo modo l’ha amata per tante piccole sfaccettaure e anche per il periodo di vita non proprio facile che ho vissuto e nel quale questa saga mi ha fatto compagnia.

ENGLISH VERSION

Ok … I’ve decided I do, better late than never. Now I will give my opinion as a humble author and screenwriter of this Saga …. and I will surely pluck some fu….k off by Twilighters ….well!

Necessary premise: The movie I was disappointed, and although I am not a twilighters drooling for the vampire with the flat nose and itching for the first sexual Bella, has given me something. There are good elements that if improved could give the film much more interesting nuances. Compared with the ideas of the author and his imagination and I limit myself just to give an my idea for the cinema ‘s point of view. The books do not comment because I’ve only read Breaking Dawn.

But let’s go and things first. The story: like any self-respecting writer, I ask myself the famous phrase “What would happen if …. A vampire falls in love with a human?” and immediately comes to mind Bram Stokers Dracula and I am a cuddly, great movie! This thing will certainly come to mind to Stephanie Meyer when she wrote Twilight and I guess to differentiate his story to make it original context has changed in the first place and era. She set the whole thing in a typical American town, Forks, where there is a high school where he graduated with those hats and tunics in touch with the head, like a Beverly Hills (as I would have liked to graduate so) surrounded by forests and where it always rains …. Meyer was smart here … she used two excellent ploy to justify the constant presence of a family of vampires, who do not have the problem of sunlight and the few times that it is clear if they are in a house too cool in the middle of the forest. They are very rich because they never die and those of them who are working for all your life (only the poor Carlsyle apparently has the whole family on his shoulders). In Italy we have to become Vulturi since retired’ll never get there but that’s another horror story we’ll talk about in another post). Vulturi live on the assets of the tourists when they visit gnawed their palace (and here I wonder …. but the Pro Loco kind of Volterra does not realize the decline of tourists?). The Cullens are also skilled collectors hats and tunics , used as decorative wall hangings in the house. There are Werewolves, very good fantasy race (even in my “Meldon” there will be a werewolf but I’ll let those who is for you to discover) and the Indians. The plot of the story is not bad, respect fully the narrative techniques of the classic fable where there is an a protagonist and her male counterpart, there are antagonists and objectives reach (vampire and become make friends with the Vulturi) unforeseen events, the love story and many micro story references to the past very very interesting. So, what’s wrong? Because the movie franchise has been criticized and considered a movie just for teenagers?

The fundamental problems of the Twilight Saga gentlemen and ladies, in my humble opinion are the following ….

THE THOUGHTLESS USE BREEDS FANTASY AND THE FAILURE OF THEIR FEATURES!
THE NO-FINAL BATTLE (only in the book).
DIAL TOO TOO SWEETS AND USELESS. SCENE USELESS.
ARO BEAUTIFUL CHARACTER BUT LITTLE EXPLOITED
Analyzing point by point: I think the races should never be dirazzate. Let me explain. How do you tell a vampire that sparkles in the sun? the purists of the breed are literally skipped off chair when they see this thing. Myself to the movies when Edward shows the sun I was expecting a horrid trasformation and instead … oh well. And where we left the good old wooden stake? I’m okay on representing the vampires no longer with red cloaks and castles, a bit of modernity …. but it takes them to die and cut off his head … simply is not correct. The physical and behavioral characteristics of fantasy races must be respected, in my opinion and you can not ignore this. It would have been more engaging if the film had been maintained these concepts. The vampire powers, and we agree, but it also has weaknesses …. and in Twilight vampires do not seem to have even one part in a possible stiff neck due to head jumping. Underworld is a good example of what I am saying, a modern film where there are vampires and wolves modern but maintain their physical and behavioral characteristics.

We come now to the non-final battle. When I read Breaking Dawn (jumping around the middle of the book that contains the thoughts of Jacob and the scriptwriters have to dilute ) I had so much impatience to see this final battle. I was excited also because I love Aro …. and finally I see it in action hard and pissed off and instead ….. all lined up in the snow ready to bite and tear each other apart …. but there’s two that look like the Na’vi Avatar “STILL NOT ALL THE LITTLE GIRL FROM ANY DISCOMFORT AND SHE’S PRETTY, DO NOT YOU’LL STOP GROWING ‘A 20 YEARS AS ME, WHICH IS NICE TO EVERYONE FOR ALL GO HOME, NOT TODAY FIGHTING. I OFFER TO DRINK!” Whaaaaat?? I’ve held for 300 pages with bated breath …. and now you leave all home?? But what the hell are vampires?? Aro, and I’m surprised at you! Of course at the cinema was napping and woke up with the pathos only when there was a bit of blood and when there was real action Aro. I said to myself … I want to see how the scritpwriters going to keep alive the final battle, because in the book there is not … and instead, twist my fellow writers have had cleverness, which has failed the Meyer apparently. With deft skill invent a flash back that you understand the end. I could not believe my eyes, the final battle was … you were killing, including the poor Carlslyle that could finally stop working for all so as the third Vulturo that he could not wait to die. Twist, detach the beautiful little head of my Aro and I weep! and then …. we understand that Alice showed Aro to what would have happened if he had started the battle and he rightly says, “GO HOME” and in the meantime Jacob has imprinting on Reneesme. Many congratulations to the writers so that they are able to save in extremis the final of Saga that had become ridiculous also because of some scenes really pitiful, always in my opinion …. and I quote some: Bella chasing Edward across the island to fuck (simply make that clear enough in words as did Meyer in the book), thought’s Jacob, the little girl three-dimensional, Edward sparlkling, the sad scene in the tent from camping that reminded me of a classic blockbusters. The dialogues in certain parts of the film, really dull and shoddy, I understand the great feeling of love…. But you can not describe only with words other than SUN, HEART, LOVE, LION, etc. LAMB. Also because of the adaptation to the Italian dubbing guess. We come to the sad note, ARO. The great Michael Sheen which I love very much, even in this film as Castor in “Tron” plays a character really cool and that would lend itself to many possible records. I would do a spin off for Aro if I only rights of opera, as well as Castor, character did die too early in Tron. Aro is a complex character, has a particular psyche and charming timeless … would be a nice plot if desired as well as the power of Bella, or the mental shield, she had wanted them …. is that there would be a good fight with a worthy cause, between the Cullens and the Vulturi that would set off the battle …. if we think about it … the masterpiece of Homer, The Iliad …. born from the love of a prince Troians for Elena the woman of the King of Argos, Menelao, brother of Agamemnon . As for the other Vulturi, they too underdeveloped, treated as figures of characters outline when it could be key to further development of history (some of them gave me the feeling that Aro hated but had to submit to its rules …. even this would be a nice conflict. So I would have added to the story … these things would make it more engrossing, I would have cut the script and I would freely inspired the book, I would have played with shades of light and dark …I would have left .. and always the same director to Eclipse, David Slade who made the film darker than the other episodes from the photograph very “bright”. I hope Twilight fans do not hate me for my little review but I analyzed from the point of view of an author who writes both books and screenplays, however, that in its own way has loved for many small facets and also for the period life not so easy that I have lived and where this saga made me company.Despite all this saga I have loved.

Cosa vedo fuori dalla finestra – What I see out the window in April

Un cosa che scrissi qualche tempo fa…..di Aprile. Eppure ancora attuale.

“Il lento procedere del pomeriggio, sorseggiando acqua e amari sorrisi distesi. Fuori della mia finestra vedo due alberi enormi, che si affacciano su una stradina costeggiata d’oleandri. Quando ero più piccola notavo l’alternarsi delle stagioni, osservando questi i due alberi che modificavano le loro fronde, colorandosi di giallo, per poi spogliarsi in inverno, ed imperlare i rami con gocce di pioggia silenziose. Nel caldo sole di Marzo tornavano le gemme
e il fiorire lento annunciava il risveglio…
E capivo che la scuola stava per finire e che la maestra ci avrebbe portato in giardino a giocare.Alberi che vegliano ogni pomeriggio sulle grida dialettali nel cortile, di bimbi e mamme romane…
E se chiudo gli occhi sembra ancora di sentire la mia voce dire “mò torno!” quando mia madre mi chiamava per la cena.Ora che sono grande e che non porto più la cartella rossa sulle spalle, ma il fardello della vita, osservo lo stesso i due alberi, che sono sempre lì…
Ci sono altri bambini, altre mamme, altri pomeriggi, altri gatti silenziosi…ma i due alberi sono sempre lì, con le stesse bandiere ai balconi, gli stessi panni stesi al sole della mia città!”

ENGLISH VERSION

One thing that I wrote some time ago ….. in April. Yet still current.

“The slow peace of the afternoon, sipping water and bitter smiles stretched. Outside my window I see two huge trees, overlooking a narrow street lined with oleander. When I was younger I noticed the changing of the seasons, watching these two trees that modified their leaves, yellow coloring itself, then undress in the winter, and Pearl branches with silent raindrops. in the hot sun in March returned gems and the flourishing slow announcing the awakening …
And I realized that the school was about to end and that the teacher would take us to the garden to play. Trees that watch every afternoon on the dialect shouts in the courtyard of babies and mothers Roman …
And if I close my eyes still hear my voice say “still for a moment and then came!” When my mother called me to dinner. Now that are great and that I do not wear more red folder on the shoulders, but the burden of life, observe the the same two trees, who are always there …
There are other children, other mothers, other afternoons, other cats silent … but the two trees are still there, with the same flags on the balconies, the same clothes hanging in the sun in my town! “

Il mio blog è a impatto zero – My blog helps to plant a tree

Adoro la natura e gli alberi…. (da buona scrittrice di fantasy capite bene quanto io possa amara la natura cosi come la amano i miei simpatici elfi) e mi sarebbe sempre piaciuto adottare un albero che magari parlasse e fosse vivo come un Ent, come Barbalbero (per chi non ha letto il Signore degli Anelli, la foresta degli Ent è una foresta dove gli alberi sono vivi e addiririttura si alleano con Elfi e Umani nella battaglia contro Saruman)….così girando sul web alla ricerca di iniziative a favore dell’ecologia e dell’ambiente mi sono imbattuta in questa: IL MIO BLOG E’ CARBON NEUTRAL.

“Il mio blog è carbon neutral” è un’iniziativa che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Viene piantato un albero per  ogni blog  che aderisce. In questo modo, con ogni albero piantato, si neutralizza  la produzione di anidride carbonica per 50 anni!
 
Per farlo basta semplicemente scrivere un post sul proprio blog e inserire un bannerino preso dal sito ufficiale. http://www.doveconviene.it/co2neutral/un-blog-un-albero
Fatto questo mandate una mail all’indirizzo creato apposta per l’iniziativa e il gioco e fatto! Certo….non sarà un albero parlante come Barbalbero….però sarà pur sempre il mio alberello che contribuisce alla salute del pianeta.
 
Dai forza…è un piccolo gesto  che può salvare il nostro pianeta.
logo_doveconvieneit_blu_CO2_125x125
 
ENGLISH VERSION
 I love nature and trees …. (from good writer of fantasy bitter than I can well understand the nature as well as the love of my cute elves) and I’ve always wanted to adopt a tree that was alive and maybe speak as an Ent, Treebeard as (for those who did not read the Lord of the Rings, the Ents forest is a forest where the trees are alive and addiririttura ally with the Elves and Humans in the battle against Saruman) …. so by turning on the web looking for initiatives in favor of ecology and the environment I came across this: MY BLOG IS ‘CARBON NEUTRAL.”My blog is carbon neutral” is an initiative that aims to reduce emissions of carbon dioxide. A tree is planted for every blog that adheres. In this way, with each tree planted, it neutralizes the production of carbon dioxide for 50 years!

To do this, simply write a blog post and enter a banner taken from the official website. http://www.doveconviene.it/co2neutral/un-blog-un-albero

After that send an email to specially created for the initiative and you’re done!Sure …. there will be a talking tree as Treebeard …. but it will still be my tree that contributes to the health of the planet.
Is a small gesture that can save our planet.
 

La rinascita della Luna: Cap 1 di Tutto l’amore della Luna – The rebirth of the Moon: Chapter 1: All the love of the Moon

“E’ finita!” urlò la ragazza prendendo il suo casco dal sedile posteriore. Stefano gli urlava in faccia tutto il suo odio. Uscire dall’auto e sbattere lo sportello fu un tutt’uno. Elisa corse via mentre lui , sgommando, partiva verso altri lidi lasciando che la “fallita” come l’aveva appellata più volte durante quella rovente discussione, seguisse i suoi stupidi sogni di gloria.Lei invece raggiunse il Colosseo arrossato dal tramonto e si sedette su un muricciolo mischiandosi tra la folla e i flash dei turisti.

“Ah bella te voi fa ‘na foto cor Centuria ? Spic inglisc?? Spanisccc?” esclamava il tizio corpulento, mascherato da antico centurione Romano alzando il pugno armato di gladio e cercando di guadagnare le ultime dieci euro della giornata nonché le simpatie della ragazza.

“No grazie!” rispose la giovane con un sorriso, cercando di mascherare le lacrime e la tristezza e rimarcando un poco l’inflessione dialettale di Roma. Il centurione con le meches capì quindi che la ragazza era del posto.

“Ah bella nun ce pensà, mo viè la luna nova e vedrai che tutto te cambia e diventa mejo! Ave ciumachella[1] er Centuria te salutat” disse il tizio rincuorando la giovane che non potè fare a meno di sorridere tra le lacrime al saluto imperiale che l’uomo le aveva appena restituito. Trasse dalla sua borsa un quadernone pieno di appunti e post-it messi alla rinfusa e guardandosi intorno,  iniziò a scrivere.

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Roma si stiracchiava al sole leggero di un giovedì di inizio novembre. Fuori al DAMS c’era un viavai incredibile. Studenti vecchi e nuovi, fuori corso e matricole.  Nonostante le lezioni sarebbero iniziate il lunedì successivo, c’era chi si scriveva gli orari, chi cercava i libri di testo, chi cercava le aule per i test di ammissione e chi semplicemente non vedeva l’ora di rivedere i vecchi amici per iniziare un nuovo anno pieno di sogni, pagine da studiare e vecchi amori . Fumo di sigarette e striscioni di protesta intorno a quel porticato vecchio di anni dove camminava Elisa, alzando gli occhi sulle bacheche. Occhi assai gonfi per la notte insonne che non le impedivano comunque di guardarsi attorno per cercare facce amiche e studiare poi altri occhi, quelli delle matricole, per vedere chi di loro potesse avere quella luce, la stessa luce che lei vedeva nei suoi. Quello scintillio che mostrava al mondo la volontà e la passione di voler studiare e nel voler lasciare il proprio nome, riecheggiare nell’eternità , come recitava quel vecchio film ,uno dei tanti che lei adorava. La volontà di voler diventare qualcuno e di rendere la propria vita straordinaria. Ripensando all’ennesima e finalmente ultima lite con Stefano, quest’ultima non le sembrava affatto straordinaria. Ma forse aver chiuso quella storia simboleggiava davvero la fine di un tunnel e dava respiro alle sue speranze.  La ragazza si avvicinò ad una delle bacheche dove si affiggevano gli annunci per la vendita dei libri usati. Un buon modo di risparmiare per molti studenti, visto che la maggior parte dei libri avevano costi esorbitanti. Cercò uno spazio libero tra le decine di fogli già appesi e una volta trovato, affisse il suo annuncio.  Stava vendendo i libri del suo  penultimo esame. Per attirare l’attenzione aveva  disegnato un sole e una luna stretti l’uno all’altra, un’ immagine che tanto amava, soprattutto la seconda. Alla fine del foglio aveva intagliato tante striscioline dove aveva scritto ripetutamente il suo numero di cellulare e il suo nome. Dopo aver inserito l’ultima puntina riguardò ancora il suo annuncio sorridendo. Lo stese per bene affinché potesse essere visto con facilità, poi si allontanò verso il portone. Giorgia e Floriana le si pararono davanti con le loro voci squillanti dalla marcata cadenza trasteverina.

“Nun poi capì!” esordì Giorgia, la più formosa e carina delle due amiche.

 “Che succede, le vacanze estive sono state più esaltanti del previsto? Oppure hai finalmente vinto il torneo di freccette al Long Hall Pub?” chiese Elisa scuotendo la testa e ridendo assieme a Floriana.

“Ma no, volevamo solo darti lo scoop del secolo” aggiunse proprio quest’ultima.

“Ricordi l’assistente Giacobini?” disse Giorgia la bionda riccioluta.

“Il belloccio? Certo che me lo ricordo! Ne parlate continuamente e non certo per le sue doti professionali, poveraccio. Un vita di studio e cultura messa in secondo piano!” rispose Elisa annuendo e sorridendo.

“E’ diventato titolare della cattedra di Istituzioni di Regia e film!” disse rossa in volto. Elisa sorride compiaciuta. Era l’esame che le mancava prima della laurea e l’idea di seguirlo assieme al famigerato assistente e ora neo-professore l’affascinava. Elisa conosceva Giacobini per le sue doti di docente e regista, ne aveva seguito a fondo la carriera a teatro ed era senza dubbio più stimolante il suo modo di insegnare, senza nulla togliere al vecchio professore uscente. Le ragazze commentarono tra loro questo gossip che già trapelava vorticoso tra le mura della facoltà, e proprio in quel mentre giungeva il bel professore in giacca e camicia, con un bel paio di jeans aderenti alle gambe dritte e snelle. Il bel ciuffo di capelli castani ondeggiava ad ogni passo ed egli, conscio degli sguardi compiaciuti delle studentesse sembrava comunque esserne imbarazzato e abbassava lo sguardo, senza lesinare però sorrisi. Il professore avanzava verso le due ragazze che avevano seguito già in passato alcune sue lezioni, quando sostituiva il vecchio professor Molinari, e le riconobbe.  Giunto innanzi a loro si fermò passandosi la mano tra i capelli.

“Buongiorno ragazze, pronte per un nuovo anno?”disse l’uomo dalle pupille blu notte.Giorgia e Floriana annuirono scambiandosi sguardi ironici e rispondendo in confidenza visto che egli era comunque sempre amichevole con i suoi studenti. Il giovane professore s’accorse di Elisa che lo guardava serenamente con un sorriso leggero.

“Tu sei nuova? Non ti ho mai visto alle lezioni del prof. Molinari” chiese garbato.

“Lei è una secchiona…. non ha ripetuto un esame, è per questo che non la conosci” s’affrettò a rispondere Giorgia, suscitando l’ilarità della compagnia.

“Non dia retta alla mia amica!  Seguirò il suo corso per la prima volta, poiché è l’ultimo esame prima della laurea” disse la ragazza.

“Mi dai del lei?”rise di gusto il professore e aggiunse“dai così mi fai sentire vecchio, ho appena 40 anni! Comunque piacere, Roberto…complimenti per la laurea prossima dunque” tendendo la mano di lei.

Elisa rimase per un attimo interdetta ma poi si riprese assecondando quindi il gesto del professore e presentandosi.

“Mi chiamo Elisa Teillard”

“Oh ….cognome straniero?” chiese il professore incuriosito.

“Di origine còrsa[2]….così mi hanno sempre detto i miei nonni paterni ma io sono italiana e romana in tutto e per tutto” rispose divertita la ragazza.

“Oh la Corsica…interessante…complimenti! Ci vediamo lunedì a lezione allora, mademoiselle Elisa” concluse l’uomo salutando poi anche le altre due ragazze, che tra di loro sorrisero furbette. Elisa guardò l’orologio e s’accorse di essere in ritardo, pertanto salutò con enfasi le due amiche e si mise a correre lungo il corridoio per raggiungere il porticato. Mentre correva cercando di evitare ostacoli umani, un uomo molto alto, rovinò proprio addosso a lei. La ragazza si fermò voltandosi indispettita. L’uomo la guardò appena , poi proseguì dritto per la sua strada, bofonchiando qualcosa.

“Deficiente!” gli urlò dietro lei e riprese a camminare verso il porticato. Si rattristò un poco perché quando accadevano queste cose assolutamente fortuite, lei la prendeva come una cosa personale. “Ho la sindrome di Casper!” soleva dire spesso alle sue amiche, poiché come il fantasmino creato nei primi anni quaranta da Seymour Reit e Joe Oriolo, voleva mostrarsi agli altri in tutta la sua essenza, dolcezza  e intelligenza ma a quanto pare ne rimanevano spaventati oppure non la vedevano proprio, e lei capiva di essere diversa. Questa cosa a volte la rattristava, a volte invece le infondeva coraggio e orgoglio.Ora dunque iniziava il suo ultimo anno di università, la resa dei conti. Questo pensò dentro di se mentre proseguiva verso l’uscita della facoltà. Doveva affrettarsi poiché il lavoro al bar l’attendeva e stava facendo tardi. L’uomo scorbutico si voltò ancora verso la ragazza, che ora usciva dal portone. Poi tornò a guardare le bacheche rallentando il passo. Si soffermò sull’immagine della luna impressa sull’annuncio e sistemandosi gli occhialini dalla montatura alla moda lesse con attenzione. Erano proprio alcuni dei libri che stava cercando. Staccò dunque una strisciolina dall’annuncio, lesse il numero e il nome,  Elisa ,  e se lo mise in tasca per poi ritornare frettoloso verso il portone della facoltà.  Scese le scale di corsa. Marco era lì che fumava la sua sigaretta appoggiato alla sua auto e guardandosi intorno compiaciuto.

“Hai visto che roba?” esclamò ironico indicando con un cenno della testa il viavai vorticoso di studentesse carine che entravano e uscivano dalla facoltà.

“Eh già…questo è uno dei motivi per cui mi sono iscritto qui anni fa” rispose ridendo di gusto Marzio all’amico “dai ora andiamo altrimenti faccio tardi al provino” proseguì il ragazzo.

 “Oh ti ricordi la promessa che mi hai fatto?” chiese il giovane salendo nella sua vecchia Clio grigia.

“Certo che mi ricordo… se sbaglio anche questo provino ricomincio a studiare…guarda ho preso anche i numeri per comprare i libri e  mi sono appuntato gli orari dei corsi, sono o non sono uno studente modello?” rispose cantilenando Marzio agitando davanti al viso dell’amico la strisciolina. L’auto partì attraversando le trafficate strade della città.

“Marzio dai non fare l’ironico, lo sai perché ti dico questo, non voglio fare i soliti pistolotti che ti fanno i tuoi, però questo pezzo di carta a qualcosa ti servirà. Fa sempre curriculum anche per un artista come te. Anche a me sarebbe piaciuto frequentare una scuola di musica seria o magari il conservatorio, per non essere considerato un semplice strimpellatore da pianobar” diceva Marco parlando con l’amico.

“Hai ragione, magari mi farà anche bene smettere per un po’ i provini….interromperò questa maledetta striscia negativa. Come va va!” esclamò Marzio sorridendo.

“E comunque ti devi trovare una ragazza come si deve.  Basta crocette sulle foto delle tue amiche. Non sei stufo di ricevere sms con scritto 6 uno stronzo ?” aggiunse Marco, urlando e piegando appena il capo di lato per sovrastare il rumore dell’auto.

“Ancora con questa storia! Non ho intenzione di avere più relazioni dopo la batosta di Isabella!” rispose Marzio guardando fuori dal finestrino. Marco scosse il capo.I due uomini attraversarono  Roma, fino a giungere nei pressi di un elegante palazzo di Viale Mazzini.  Marco accostò.

“Secondo me non devi perdere le speranze, mica sono tutte stronze come lei! E poi dovresti fare anche un po’ di autocritica, secondo me” disse Marco proseguendo la discussione.

Marzio scese dall’auto guardandosi intorno e sistemandosi bene sul naso i suoi occhialini da vista.  L’espressione sbigottita alle parole dell’amico.

“Io dovrei fare autocritica? E perché?”

“Perché a causa del passato ti sei coperto con una corazza per poterti ben difendere dalle delusioni. Capisco come ti senti, ma devi andare avanti ed essere più propositivo. Il tuo essere taciturno e misterioso sulle prime affascina, ma è un arma disgraziatamente a doppio taglio.”

“Probabilmente hai ragione. Ma ultimamente non sono molto positivo sulle questioni di cuore, o forse sono solo troppo preso dal mio sogno e questo agli occhi degli altri mi rende un fallito egocentrico ed un illuso…comunque questo è il mio carattere e non posso certo cambiarlo”.

“Nessuno ti dice che devi cambiare ogni cosa ,ma devi solo smussarne qualche lato, tutto qui. Lascia stare quella negatività che ti porti dietro. Buttarsi giù significa soltanto attirare altra negatività. Fidati di chi ci è già passato! Sorridi!” concluse Marco mimando un sorriso con le dita sul suo volto.Marzio annuì alle parole fraterne del suo amico che era sempre lì ad aiutarlo in ogni difficoltà anche se la vita qualche mese prima lo aveva messo con le spalle al muro. Nonostante l’improvvisa morte del padre, Marco aveva reagito al dolore e si era fatto carico anche della sofferenza della madre, ma nonostante tutto non aveva perso il sorriso e la sua voglia di vivere. Aveva sempre la musica come valvola di sfogo. In confronto a questa situazione di sicuro i problemi di Marzio erano veramente frivoli ma il ragazzo ad ogni modo non trascurava l’amico che a sua volta offriva il suo sostegno psicologico e morale. I due pertanto, nonostante si conoscessero solo da qualche anno sembravano come fratelli.Marzio si accostò al citofono cercando l’interno e poi suonò con decisione attendendo la risposta che non tardò a giungere. Una voce metallica di donna indicò il piano e la posizione della porta sul pianerottolo. I due uomini si avventurarono nell’androne del palazzo seguiti a vista dall’elegante portiere in divisa che puliva in terra alcune foglie secche. Giunti nell’enorme appartamento adibito a ufficio, una ragazza li accolse porgendo loro un foglio da compilare.

“Oh no grazie…a me il foglio non serve…Io sono il manager” sentenziò Marco dandosi un contegno, restituendo il foglio alla ragazza che lo guardò dubbiosa per poi allontanarsi.

“Ma sei matto? Tu il mio manager? Con quelle scarpe?” esclamò sottovoce Marzio abbassando lo sguardo sulle Converse nere dell’amico e i jeans strappati al ginocchio.

“Bé che c’è? Sono un tipo…. un po’  vintage…ma molto chic!” rispose ridendo e gesticolando.

Marzio si apprestò a compilare il foglio con i suoi dati e dopo qualche minuto la ragazza tornò a ritirarlo.

“Vieni la sala è già piena” disse la tipa a Marzio che la seguì non potendo evitare di squadrarle il fondoschiena per via della gonna molto mini.

Giunto nella sala egli si trovò di fronte a un gruppo di persone con in mano fogli scritti. Facevano memoria dei loro cavalli di battaglia. Tra di loro egli riconobbe Andrea Lamberti. Una sensazione di rabbia e rancore percorse la schiena di Marzio. Il suo antagonista era di nuovo sulla sua strada. Un tipo snob, che aveva anche lui la passione per la recitazione e che negli ultimi mesi era diventata la sua professione poiché era riuscito ad ottenere una serie di contratti di lavoro che gli furono utilissimi per farsi pian piano conoscere. Andrea si era più volte scontrato con Marzio in passato, già dai tempi della scuola superiore, ma gli screzi non si limitavano a semplici ragazzate poiché con l’età adulta altre situazioni intersecarono le strade dei due uomini per poi dividerle in maniera drastica. Durante uno stage di recitazione tenuto da attori professionisti, Andrea tolse a Marzio una parte importante che gli avrebbe garantito maggiore visibilità. Inoltre un’altra situazione, che si chiamava Isabella, alimentò il rancore tra i due uomini. Lei, proprio la donna che aveva stregato il rude Marzio e che era riuscita a sciogliere il suo cuore come cera calda. Egli addirittura progettava con lei il matrimonio, parola che era sempre stata bandita dal suo vocabolario di artista solitario. Poi,come sempre, quando si crede che la felicità sia al culmine, succede l’inaspettato. Isabella in preda a singolari desideri di emancipazione abbandonò Marzio, poiché si sentiva oppressa e non pronta al matrimonio. Salvo poi, dopo qualche mese farsi vedere da Marzio, in prima fila in platea,ad applaudire Andrea, il suo nuovo fidanzato. Quindi egli era riuscito a strappare anche un’altra parte importante della vita di Marzio Per questo ogni incontro tra i due era pericoloso, troppi  rancori passati ma non ancora distrutti. Marzio chiuse dietro di se la porta cercando di non farsi innervosire dall’inquietante presenza del passato che faceva però ancora male. Cercava di fare memoria e preparare il suo pezzo. Camminava avanti e indietro ripetendo tra se e se, quando avvertì una presenza alle sue spalle.

“Torresi! Che piacere vederti! Avevo la sensazione che mi sarei annoiato oggi se tu non fossi venuto. Sai, conquistare così facilmente la parte senza vederti rosicare non mi avrebbe dato lo stesso piacere ed invece eccoti qui!” esclamò sarcastico.

“Be se stanno cercando qualcuno per interpretare il ruolo di un vero stronzo di sicuro la parte è tua!” si limitò a rispondere Marzio portando lo sguardo altrove. Stava cominciando a vedere rosso e cercava di contare fino a dieci per non sbottare.

“No sai…credo che cerchino qualcuno per la parte di un fidanzato cornificato e poi lasciato” ribatté Andrea piazzando la stoccata più dolorosa per Marzio che, in una frazione di secondo perse il controllo e reagì colpendolo, seppur di striscio, con un pugno e procurandogli una piccola ferita sul sopracciglio. Subito dopo si rese conto di ciò che aveva fatto. Nella stanza tutti si voltarono a fissarlo mentre alcuni soccorrevano Andrea sdraiato a terra sanguinante che cercava di non sporcare col sangue la sua cravatta di raso viola costosissima. Il regista e i suoi collaboratori cacciarono immediatamente Marzio dal casting e  un sorriso comparve quindi sul volto insanguinato di Andrea. Marzio in preda alla rabbia corse verso Marco che lo attendeva in corridoio.

“Che hai combinato? Cosa sono queste urla?” chiese Marco alzandosi dalla sedia e ascoltando il trambusto nella sala.

“Ho tentato di spaccare il sopracciglio a uno stronzo!” disse Marzio tirando dritto sparato verso la porta e girando con rabbia la maniglia. Marco lo seguì giù per le scale facendo fatica a stare dietro l’amico che con le sue lunghe leve camminava più svelto.

“Ma per caso ai casting cercavano l’erede di Bud Spencer?” chiese ironico Marco non perdendo, nonostante tutto, la  sua proverbiale ironia.

“ Ho bisogno di un caffè!” esclamò Marzio fermandosi poi al portone per un istante a riflettere e respirando a fatica per il nervoso. Poggiando una mano sul muro egli si guardava attorno scuotendo il capo. Dentro la sua testa miliardi di pensieri si rincorrevano contemporaneamente.

“Io propongo una tisana rilassante, melissa e camomilla per tutti!  Dai c’è un bar qui vicino andiamo!” disse premuroso Marco con una pacca sulla spalla dell’amico………..

 [1] Lett. lumachina  è il vezzeggiativo con cui Rugantino si rivolge a Rosetta nella commedia teatrale omonima. Nel dialetto romano spesso il termine vuole indicare ragazza carina, dolce.

[2] Corsa: originario della Corsica

ENGLISH VERSION

“It ‘s over,” cried the girl taking his helmet from the back seat. Stephen yelled in his face all his hatred. Out of the car and slam the door was one. Elisa ran away while he scoured, left to other places leaving the “failed” as he had appealed several times during the heated argument, would follow his foolish dreams of gloria.Lei instead reached the Colosseum reddened by the sunset and sat on a low wall mingling in the crowd of tourists and flash.

“Oh good you do you photo with Er Centuria ? Spic inglisc?? Spanisccc? “Exclaimed the burly dude, disguised as ancient Roman centurion raising his fist armed with a sword and trying to earn the last ten euro of the day and the sympathy of the girl.

“No thanks,” replied the girl with a smile, trying to hide the tears and the sadness and pointing a little the dialect of Rome. The centurion with streaks knew then that she was a local.

“Oh beautiful girl don think, now , mò mò, come the New Moon and you’ll see that everything changes and becomes very very better mejo! Ave Ciumachella [1] or Centuria salutat you, “said the guy consoling the girl could not help but smile through her tears at the imperial salute the man who had just returned. She took from his bag an exercise book full of post-it notes and placed in bulk and looking around, he began to write.

*****************************************

Rome is stretched in the sun light on a Thursday in early November. There was a bustle outside the DAMS incredible. Students old and new, off course and students. Despite the lessons would begin the following Monday, there were those who wrote the times, people seeking textbooks, classrooms for those seeking admission test and those who simply could not wait to see old friends to start a new year full of dreams, study pages and old loves. Cigarette smoke and protest banners around that old porch of years old, walked Elisa looked up on bulletin boards. Eyes very swollen from sleepless night that did not prevent, however, to look around for friendly faces and study through other eyes, those of the students, to see which of them could have that light, the same light that she saw in her. That twinkle that showed the world the will and passion to want to study and want to leave your name echo in eternity, as recited that old movie, one of many that she loved. The desire to want to be somebody and make their lives extraordinary. Thinking back to the nth and finally last fight with Stephen, it did not seem at all extraordinary. But perhaps you have closed the story really symbolized the end of a tunnel and gave breath to his hopes. The girl went over to one of the boards where you putting up ads for the sale of used books. A good way to save for many students, since most of the books had exorbitant costs. He tried a space between the dozens of sheets already hanging and once found, posted your ad. He was selling the books of his penultimate test. To draw attention had drawn a sun and a moon close to each other, an ‘image that he loved so much, especially the second. At the end of the paper had carved many strips where he had repeatedly written his phone number and his name. After entering the last needle still his announcement about smiling. Spread it for good, that could be seen easily, then walked away towards the door. Giorgia and Floriana is pararono the front with their shrill voices with a distinctive cadence of  Roman Dialect from Trastevere’s district.

“If you only knew….” began Giorgia, more shapely and pretty of the two friends.

 “What is it, the summer holidays have been more exciting than expected? Or you’ve finally won the darts tournament at the Long Hall Pub, “asked Elisa shaking his head and laughing together in Floriana.

“But no, we just wanted to give you the scoop of the century,” he added just the latter.

“Remember the assistant Jacobins?” Said Giorgia blonde curly.

“The handsome? Of course I remember! You talk about it all the time and certainly not for his professional skills, poor fellow. A life of study and culture overshadowed “Elisa said, nodding and smiling.

“It ‘became professor of Institutions Director and film,” said the red-faced. Elisa smirks. Was the question that was missing before graduation and the idea of ​​following along with the notorious and now assistant professor neo-fascinated her. Elisa knew Jacobins for his skills as a teacher and director, had followed in depth career in the theater and it was without doubt his most inspiring way of teaching, without detracting from the old professor outgoing. The girls commented to each other that this gossip swirling already transpired within the walls of the right, and just in that moment came the good professor in jacket and shirt, with a nice pair of skinny jeans with the legs straight and slender. The beautiful tuft of brown hair swayed with every step, and he, aware of the eyes of the students seemed pleased, however, be embarrassed and looked down, sparing but smiles. The professor walked toward the two girls who had followed in the past some of his lessons, when replacing the old Professor Molinari, and recognized. Come before them stopped running his hand through his hair.

“Hello girls, ready for a new year?” Said the man with the blue eyes and Floriana notte.Giorgia nodded exchanging looks ironic and responding in confidence since he was always friendly with his students. The young professor Elisa noticed serenely watching him with a faint smile.

“You are new? I have never seen in class of prof. Molinari, “he asked politely.

“She’s a nerd …. did not repeat an exam, that’s why you do not know, “she hastened to answer Giorgia, arousing the laughter of the company.

“Do not pay any attention to my friend! Follow its course for the first time, since it is the last exam before graduation, “said the girl.

“Give me of you?” The professor laughed heartily and said “the way you make me feel old, I just 40 years old! However, pleasure, Roberto … congratulations for graduation next then “taking her hand.

Elisa stood for a moment dumbfounded but then recovered favoring then the act of presenting and professor.

“My name is Elisa Teillard”

“Oh …. name stranger?” The professor asked curiously.

“Of Corsican origin …. so I have always told my paternal grandparents but I’m Italian and Roman in every way,” said the girl amused.

“Oh Corsica … interesting … congratulations! See you Monday to lesson then, Mademoiselle Elisa “concluded the man waving then the other two girls, one of them smiled furbette. Elisa looked at his watch and noticed to be late, so the emphasis greeted with two friends and ran down the corridor to reach the porch. As he ran, trying to avoid obstacles humans, a very tall man, collapsed right on top of her. The girl stopped turning annoyed. The man just looked at her, then went straight to his way, muttering something.

“Idiot!” Shouted behind her and began to walk toward the porch. It is a little sad because when these things were happening absolutely fortuitous, she took it as a personal thing. “I have a  Casper’s syndorme!” Often used to say to her friends, because as the ghost created in the early forties by Seymour Reit and Joe Oriolo, he wanted to show others in all its essence, gentleness and intelligence but apparently they remained scared or just did not see her, and she understood to be different. This thing sometimes sad, sometimes they instilled the courage and orgoglio.Ora then began his senior year, the day of reckoning. This thought within himself and went to the exit of the faculty. Had to hurry because the job was waiting at the bar and was getting late. The grumpy man turned again to the girl, who now came out of the gate. Then she looked back Boards slowing the pace. He paused on the moon imprinted on the ad and settling the glasses rimmed fashionable read it carefully. Were just some of the books I was looking for. He took then a strip of the announcement, read the number and the name, Elisa, and put it in his pocket and then hurried back to the door of the faculty. Descended the stairs. Marco was there smoking a cigarette, leaning against his car and looked around smugly.

“Did you see that?” Exclaimed ironically nodding of the head swirling the comings and goings of cute  girls entering and leaving university.

“Yeah … this is one of the reasons why I joined here years ago,” said a hearty laugh Marzio friend “by now we go otherwise I’m late to the audition” went on the boy.

 “Oh, do you remember the promise you made me?” Asked the young man going to his old Clio gray.

“Of course I remember … even if I’m wrong this audition I start to study … look I also got the numbers to buy books and I pinned the course schedules are or are not a model student?” Said Marzio chanting, waving in front of the face of his friend the strip. The car went through the busy streets of the city.

“Marzio by not making ironic, you know why I say this, I do not want the usual pistolotti you make your own, but this piece of paper to something you will need. It’s always a curriculum for an artist like you. Me too would like to attend a school for serious music or even the conservatory, not to be considered a simple strummer by piano, “said Mark talking to his friend.

“You’re right, maybe I will also do well to stop for a little while ‘specimens …. break off the bloody streak. How’s go! “Said Marzio smiling.

“Anyway you have to find a girl like you should. Just spreaders on the photos of your friends. Are not you sick of receiving sms with 6 an asshole? “Said Marco, screaming and bowing his head slightly to the side to block out the noise of the car.

“Again with this story! I’m not going to have more relations after the beating of Isabella! “Said Marzio looking out the window. Marco shook his capo.I two men passed through Rome, to arrive near an elegant building of Viale Mazzini. Marco pulled over.

“I do not think you have to give up hope, not all are bitches like her! And then you should do some ‘self-criticism, in my opinion, “said Marco continuing the discussion.

Marzio got out and looked around, adjusting his glasses on his nose well out of sight. The startled expression to the words of his friend.

“I’m supposed to be self-critical? And why not? ”

“For the past because you’re covered with an armor to be able to defend well from disappointment. I understand how you feel, but you have to move on and be more proactive. Your being taciturn and mysterious at first fascinated, but it is a double-edged weapon, unfortunately. ”

“You’re probably right. But lately I’m not very positive about matters of the heart, or maybe I’m just too caught up in my dream and that the eyes of others makes me a failed self-centered and delusional … but this is my character and I can not change it. ”

“No one says you have to change everything, but you just have some blunt side, that’s all. Forget the negativity that you carry around. Jump off means only attract more negativity. Trust those who has already passed! Smile! “Concluded Mark mimicking a smile with her fingers on his face .Marzio nodded to fraternal words of his friend who was always there to help in every difficulty even if life a few months earlier had put him up against the wall. Despite the sudden death of his father, Marco had reacted to pain and had also taken charge of the suffering of the mother, but in spite of everything he had lost his smile and his joie de vivre. He always had music as an outlet. In comparison to this situation certainly problems Marzio were really frivolous but the boy however did not neglect her friend who in turn offered his psychological and moral support. The two therefore, although they knew only a few years seemed like fratelli.Marzio approached the intercom looking inside and then played with decision awaiting the answer was not long in coming. A metallic voice of a woman pointed to the floor and the position of the door on the landing. The two men ventured into the hall of the palace followed by the elegant doorman in sight who cleaned the ground dried leaves. Joints in the enormous apartment used as an office, a girl greeted them handing them a sheet to fill out.

“Oh, no thanks … I do not need the paper … I’m the manager” declared Marco giving himself a countenance, returning the paper to the girl who looked at him doubtfully and then move away.

“Are you crazy? You my manager? With those shoes? “Marzio said softly, looking down on the Converse of his black jeans and torn at the knee.

“Well what is it? I’m a …. a little ‘vintage … but very chic! “he said, laughing and gesturing.

Marzio proceeded to complete the form with your information and a few minutes later she came back to pick it up.

“Come the room is already full,” said the girl Marzio that followed could not avoid squadrarle the lower back because of the very mini skirt.

Once in the room, he found himself in front of a group of people holding sheets written. Was a remembrance of their war horses. Among them he recognized Andrea Lamberti. A feeling of anger and resentment through the back of Mars. His antagonist was again on its way. A type snob, who also had a passion for acting and in recent months had become his profession because he was able to get a series of employment contracts that were very useful to get to know slowly. Andrea had repeatedly clashed with Mars in the past, since the time of high school, but the disagreements were not limited to mere childish because by adulthood other situations intersected the paths of the two men and then break dramatically. During an internship in acting taught by professional actors, Andrea took Marzio an important part that would guarantee greater visibility. Also another situation, called Isabella, fueled resentment between the two men. She, the woman who had bewitched the rude Marzio and was able to remove his heart like hot wax. He even planned her marriage, a word that had always been banished from his vocabulary reclusive artist. Then, as always, when you believe that happiness is at its height, the unexpected happens. Isabella prey to singular desires of emancipation left Marzio, since he felt overwhelmed and not ready for marriage. But then, after a few months to be seen by Marzio, in the front row in the audience to applaud Andrea, her new boyfriend. So he was able to tear up another important part of the life of Marzio’s why every meeting between the two was dangerous, too many grudges passed but not yet destroyed. Marzio closed the door behind him trying not to annoy the disquieting presence of the past, which was, however, still hurts. He tried to memory and prepare his piece. He walked back and forth repeating to himself, when he felt a presence behind him.

“Torresi! Good to see you! I felt that I would have bored today if you had not come. You know, win so easily without seeing to fret would not give me the same pleasure and instead here you are! “He said sarcastically.

“Well if you are looking for someone to play the role of an asshole for sure the part is yours” only replied Marzio bringing looked away. He was beginning to see red and tried to count to ten for not blurt out.

“No … I think you know who are looking for someone for the part of a cuckolded boyfriend and then left,” said Andrea placing the most painful jab for Marzio, in a split second he lost control and reacted by hitting him, albeit in passing, with a punch and giving him a small wound on his eyebrow. Soon after he realized what he had done. In the room all turned to stare at him while some succor Andrea lying bleeding on the ground trying not to get in the blood of his necktie purple satin expensive. The director and his team immediately drove Marzio by casting and then a smile appeared on his face bloodied by Andrea. Marzio in a rage ran to Mark who was waiting in the corridor.

“What did you do? What are these cries? “Marco asked, rising from his chair and listening to the commotion in the room.

“I tried to split the eyebrow in an asshole,” said Marzio pulling straight shot to the door and angrily turning the handle. Marco followed him down the stairs struggling to keep up with the friend who was walking with his long levers quicker.

“But if the casting sought the heir to Bud Spencer,” asked Marco ironic not losing, despite everything, his proverbial irony.

“I need a coffee!” Said Marzio then stopping at the door for a moment to reflect and breathing hard for the nervous. Placing a hand on the wall, he looked around and shook his head. Inside his head billions of thoughts were running simultaneously.

“I propose a relaxing herbal tea, lemon balm and chamomile for everyone! From there is a bar near here we go, “said Marco thoughtful with a pat on the shoulder of his friend ………..

 [1] Letter snail is the nickname with which Rugantino is aimed at Rosetta in the stage play of the same name. In the Roman dialect often the term is intended to indicate pretty girl, sweet.