La rinascita della Luna: Cap 1 di Tutto l’amore della Luna – The rebirth of the Moon: Chapter 1: All the love of the Moon

“E’ finita!” urlò la ragazza prendendo il suo casco dal sedile posteriore. Stefano gli urlava in faccia tutto il suo odio. Uscire dall’auto e sbattere lo sportello fu un tutt’uno. Elisa corse via mentre lui , sgommando, partiva verso altri lidi lasciando che la “fallita” come l’aveva appellata più volte durante quella rovente discussione, seguisse i suoi stupidi sogni di gloria.Lei invece raggiunse il Colosseo arrossato dal tramonto e si sedette su un muricciolo mischiandosi tra la folla e i flash dei turisti.

“Ah bella te voi fa ‘na foto cor Centuria ? Spic inglisc?? Spanisccc?” esclamava il tizio corpulento, mascherato da antico centurione Romano alzando il pugno armato di gladio e cercando di guadagnare le ultime dieci euro della giornata nonché le simpatie della ragazza.

“No grazie!” rispose la giovane con un sorriso, cercando di mascherare le lacrime e la tristezza e rimarcando un poco l’inflessione dialettale di Roma. Il centurione con le meches capì quindi che la ragazza era del posto.

“Ah bella nun ce pensà, mo viè la luna nova e vedrai che tutto te cambia e diventa mejo! Ave ciumachella[1] er Centuria te salutat” disse il tizio rincuorando la giovane che non potè fare a meno di sorridere tra le lacrime al saluto imperiale che l’uomo le aveva appena restituito. Trasse dalla sua borsa un quadernone pieno di appunti e post-it messi alla rinfusa e guardandosi intorno,  iniziò a scrivere.

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Roma si stiracchiava al sole leggero di un giovedì di inizio novembre. Fuori al DAMS c’era un viavai incredibile. Studenti vecchi e nuovi, fuori corso e matricole.  Nonostante le lezioni sarebbero iniziate il lunedì successivo, c’era chi si scriveva gli orari, chi cercava i libri di testo, chi cercava le aule per i test di ammissione e chi semplicemente non vedeva l’ora di rivedere i vecchi amici per iniziare un nuovo anno pieno di sogni, pagine da studiare e vecchi amori . Fumo di sigarette e striscioni di protesta intorno a quel porticato vecchio di anni dove camminava Elisa, alzando gli occhi sulle bacheche. Occhi assai gonfi per la notte insonne che non le impedivano comunque di guardarsi attorno per cercare facce amiche e studiare poi altri occhi, quelli delle matricole, per vedere chi di loro potesse avere quella luce, la stessa luce che lei vedeva nei suoi. Quello scintillio che mostrava al mondo la volontà e la passione di voler studiare e nel voler lasciare il proprio nome, riecheggiare nell’eternità , come recitava quel vecchio film ,uno dei tanti che lei adorava. La volontà di voler diventare qualcuno e di rendere la propria vita straordinaria. Ripensando all’ennesima e finalmente ultima lite con Stefano, quest’ultima non le sembrava affatto straordinaria. Ma forse aver chiuso quella storia simboleggiava davvero la fine di un tunnel e dava respiro alle sue speranze.  La ragazza si avvicinò ad una delle bacheche dove si affiggevano gli annunci per la vendita dei libri usati. Un buon modo di risparmiare per molti studenti, visto che la maggior parte dei libri avevano costi esorbitanti. Cercò uno spazio libero tra le decine di fogli già appesi e una volta trovato, affisse il suo annuncio.  Stava vendendo i libri del suo  penultimo esame. Per attirare l’attenzione aveva  disegnato un sole e una luna stretti l’uno all’altra, un’ immagine che tanto amava, soprattutto la seconda. Alla fine del foglio aveva intagliato tante striscioline dove aveva scritto ripetutamente il suo numero di cellulare e il suo nome. Dopo aver inserito l’ultima puntina riguardò ancora il suo annuncio sorridendo. Lo stese per bene affinché potesse essere visto con facilità, poi si allontanò verso il portone. Giorgia e Floriana le si pararono davanti con le loro voci squillanti dalla marcata cadenza trasteverina.

“Nun poi capì!” esordì Giorgia, la più formosa e carina delle due amiche.

 “Che succede, le vacanze estive sono state più esaltanti del previsto? Oppure hai finalmente vinto il torneo di freccette al Long Hall Pub?” chiese Elisa scuotendo la testa e ridendo assieme a Floriana.

“Ma no, volevamo solo darti lo scoop del secolo” aggiunse proprio quest’ultima.

“Ricordi l’assistente Giacobini?” disse Giorgia la bionda riccioluta.

“Il belloccio? Certo che me lo ricordo! Ne parlate continuamente e non certo per le sue doti professionali, poveraccio. Un vita di studio e cultura messa in secondo piano!” rispose Elisa annuendo e sorridendo.

“E’ diventato titolare della cattedra di Istituzioni di Regia e film!” disse rossa in volto. Elisa sorride compiaciuta. Era l’esame che le mancava prima della laurea e l’idea di seguirlo assieme al famigerato assistente e ora neo-professore l’affascinava. Elisa conosceva Giacobini per le sue doti di docente e regista, ne aveva seguito a fondo la carriera a teatro ed era senza dubbio più stimolante il suo modo di insegnare, senza nulla togliere al vecchio professore uscente. Le ragazze commentarono tra loro questo gossip che già trapelava vorticoso tra le mura della facoltà, e proprio in quel mentre giungeva il bel professore in giacca e camicia, con un bel paio di jeans aderenti alle gambe dritte e snelle. Il bel ciuffo di capelli castani ondeggiava ad ogni passo ed egli, conscio degli sguardi compiaciuti delle studentesse sembrava comunque esserne imbarazzato e abbassava lo sguardo, senza lesinare però sorrisi. Il professore avanzava verso le due ragazze che avevano seguito già in passato alcune sue lezioni, quando sostituiva il vecchio professor Molinari, e le riconobbe.  Giunto innanzi a loro si fermò passandosi la mano tra i capelli.

“Buongiorno ragazze, pronte per un nuovo anno?”disse l’uomo dalle pupille blu notte.Giorgia e Floriana annuirono scambiandosi sguardi ironici e rispondendo in confidenza visto che egli era comunque sempre amichevole con i suoi studenti. Il giovane professore s’accorse di Elisa che lo guardava serenamente con un sorriso leggero.

“Tu sei nuova? Non ti ho mai visto alle lezioni del prof. Molinari” chiese garbato.

“Lei è una secchiona…. non ha ripetuto un esame, è per questo che non la conosci” s’affrettò a rispondere Giorgia, suscitando l’ilarità della compagnia.

“Non dia retta alla mia amica!  Seguirò il suo corso per la prima volta, poiché è l’ultimo esame prima della laurea” disse la ragazza.

“Mi dai del lei?”rise di gusto il professore e aggiunse“dai così mi fai sentire vecchio, ho appena 40 anni! Comunque piacere, Roberto…complimenti per la laurea prossima dunque” tendendo la mano di lei.

Elisa rimase per un attimo interdetta ma poi si riprese assecondando quindi il gesto del professore e presentandosi.

“Mi chiamo Elisa Teillard”

“Oh ….cognome straniero?” chiese il professore incuriosito.

“Di origine còrsa[2]….così mi hanno sempre detto i miei nonni paterni ma io sono italiana e romana in tutto e per tutto” rispose divertita la ragazza.

“Oh la Corsica…interessante…complimenti! Ci vediamo lunedì a lezione allora, mademoiselle Elisa” concluse l’uomo salutando poi anche le altre due ragazze, che tra di loro sorrisero furbette. Elisa guardò l’orologio e s’accorse di essere in ritardo, pertanto salutò con enfasi le due amiche e si mise a correre lungo il corridoio per raggiungere il porticato. Mentre correva cercando di evitare ostacoli umani, un uomo molto alto, rovinò proprio addosso a lei. La ragazza si fermò voltandosi indispettita. L’uomo la guardò appena , poi proseguì dritto per la sua strada, bofonchiando qualcosa.

“Deficiente!” gli urlò dietro lei e riprese a camminare verso il porticato. Si rattristò un poco perché quando accadevano queste cose assolutamente fortuite, lei la prendeva come una cosa personale. “Ho la sindrome di Casper!” soleva dire spesso alle sue amiche, poiché come il fantasmino creato nei primi anni quaranta da Seymour Reit e Joe Oriolo, voleva mostrarsi agli altri in tutta la sua essenza, dolcezza  e intelligenza ma a quanto pare ne rimanevano spaventati oppure non la vedevano proprio, e lei capiva di essere diversa. Questa cosa a volte la rattristava, a volte invece le infondeva coraggio e orgoglio.Ora dunque iniziava il suo ultimo anno di università, la resa dei conti. Questo pensò dentro di se mentre proseguiva verso l’uscita della facoltà. Doveva affrettarsi poiché il lavoro al bar l’attendeva e stava facendo tardi. L’uomo scorbutico si voltò ancora verso la ragazza, che ora usciva dal portone. Poi tornò a guardare le bacheche rallentando il passo. Si soffermò sull’immagine della luna impressa sull’annuncio e sistemandosi gli occhialini dalla montatura alla moda lesse con attenzione. Erano proprio alcuni dei libri che stava cercando. Staccò dunque una strisciolina dall’annuncio, lesse il numero e il nome,  Elisa ,  e se lo mise in tasca per poi ritornare frettoloso verso il portone della facoltà.  Scese le scale di corsa. Marco era lì che fumava la sua sigaretta appoggiato alla sua auto e guardandosi intorno compiaciuto.

“Hai visto che roba?” esclamò ironico indicando con un cenno della testa il viavai vorticoso di studentesse carine che entravano e uscivano dalla facoltà.

“Eh già…questo è uno dei motivi per cui mi sono iscritto qui anni fa” rispose ridendo di gusto Marzio all’amico “dai ora andiamo altrimenti faccio tardi al provino” proseguì il ragazzo.

 “Oh ti ricordi la promessa che mi hai fatto?” chiese il giovane salendo nella sua vecchia Clio grigia.

“Certo che mi ricordo… se sbaglio anche questo provino ricomincio a studiare…guarda ho preso anche i numeri per comprare i libri e  mi sono appuntato gli orari dei corsi, sono o non sono uno studente modello?” rispose cantilenando Marzio agitando davanti al viso dell’amico la strisciolina. L’auto partì attraversando le trafficate strade della città.

“Marzio dai non fare l’ironico, lo sai perché ti dico questo, non voglio fare i soliti pistolotti che ti fanno i tuoi, però questo pezzo di carta a qualcosa ti servirà. Fa sempre curriculum anche per un artista come te. Anche a me sarebbe piaciuto frequentare una scuola di musica seria o magari il conservatorio, per non essere considerato un semplice strimpellatore da pianobar” diceva Marco parlando con l’amico.

“Hai ragione, magari mi farà anche bene smettere per un po’ i provini….interromperò questa maledetta striscia negativa. Come va va!” esclamò Marzio sorridendo.

“E comunque ti devi trovare una ragazza come si deve.  Basta crocette sulle foto delle tue amiche. Non sei stufo di ricevere sms con scritto 6 uno stronzo ?” aggiunse Marco, urlando e piegando appena il capo di lato per sovrastare il rumore dell’auto.

“Ancora con questa storia! Non ho intenzione di avere più relazioni dopo la batosta di Isabella!” rispose Marzio guardando fuori dal finestrino. Marco scosse il capo.I due uomini attraversarono  Roma, fino a giungere nei pressi di un elegante palazzo di Viale Mazzini.  Marco accostò.

“Secondo me non devi perdere le speranze, mica sono tutte stronze come lei! E poi dovresti fare anche un po’ di autocritica, secondo me” disse Marco proseguendo la discussione.

Marzio scese dall’auto guardandosi intorno e sistemandosi bene sul naso i suoi occhialini da vista.  L’espressione sbigottita alle parole dell’amico.

“Io dovrei fare autocritica? E perché?”

“Perché a causa del passato ti sei coperto con una corazza per poterti ben difendere dalle delusioni. Capisco come ti senti, ma devi andare avanti ed essere più propositivo. Il tuo essere taciturno e misterioso sulle prime affascina, ma è un arma disgraziatamente a doppio taglio.”

“Probabilmente hai ragione. Ma ultimamente non sono molto positivo sulle questioni di cuore, o forse sono solo troppo preso dal mio sogno e questo agli occhi degli altri mi rende un fallito egocentrico ed un illuso…comunque questo è il mio carattere e non posso certo cambiarlo”.

“Nessuno ti dice che devi cambiare ogni cosa ,ma devi solo smussarne qualche lato, tutto qui. Lascia stare quella negatività che ti porti dietro. Buttarsi giù significa soltanto attirare altra negatività. Fidati di chi ci è già passato! Sorridi!” concluse Marco mimando un sorriso con le dita sul suo volto.Marzio annuì alle parole fraterne del suo amico che era sempre lì ad aiutarlo in ogni difficoltà anche se la vita qualche mese prima lo aveva messo con le spalle al muro. Nonostante l’improvvisa morte del padre, Marco aveva reagito al dolore e si era fatto carico anche della sofferenza della madre, ma nonostante tutto non aveva perso il sorriso e la sua voglia di vivere. Aveva sempre la musica come valvola di sfogo. In confronto a questa situazione di sicuro i problemi di Marzio erano veramente frivoli ma il ragazzo ad ogni modo non trascurava l’amico che a sua volta offriva il suo sostegno psicologico e morale. I due pertanto, nonostante si conoscessero solo da qualche anno sembravano come fratelli.Marzio si accostò al citofono cercando l’interno e poi suonò con decisione attendendo la risposta che non tardò a giungere. Una voce metallica di donna indicò il piano e la posizione della porta sul pianerottolo. I due uomini si avventurarono nell’androne del palazzo seguiti a vista dall’elegante portiere in divisa che puliva in terra alcune foglie secche. Giunti nell’enorme appartamento adibito a ufficio, una ragazza li accolse porgendo loro un foglio da compilare.

“Oh no grazie…a me il foglio non serve…Io sono il manager” sentenziò Marco dandosi un contegno, restituendo il foglio alla ragazza che lo guardò dubbiosa per poi allontanarsi.

“Ma sei matto? Tu il mio manager? Con quelle scarpe?” esclamò sottovoce Marzio abbassando lo sguardo sulle Converse nere dell’amico e i jeans strappati al ginocchio.

“Bé che c’è? Sono un tipo…. un po’  vintage…ma molto chic!” rispose ridendo e gesticolando.

Marzio si apprestò a compilare il foglio con i suoi dati e dopo qualche minuto la ragazza tornò a ritirarlo.

“Vieni la sala è già piena” disse la tipa a Marzio che la seguì non potendo evitare di squadrarle il fondoschiena per via della gonna molto mini.

Giunto nella sala egli si trovò di fronte a un gruppo di persone con in mano fogli scritti. Facevano memoria dei loro cavalli di battaglia. Tra di loro egli riconobbe Andrea Lamberti. Una sensazione di rabbia e rancore percorse la schiena di Marzio. Il suo antagonista era di nuovo sulla sua strada. Un tipo snob, che aveva anche lui la passione per la recitazione e che negli ultimi mesi era diventata la sua professione poiché era riuscito ad ottenere una serie di contratti di lavoro che gli furono utilissimi per farsi pian piano conoscere. Andrea si era più volte scontrato con Marzio in passato, già dai tempi della scuola superiore, ma gli screzi non si limitavano a semplici ragazzate poiché con l’età adulta altre situazioni intersecarono le strade dei due uomini per poi dividerle in maniera drastica. Durante uno stage di recitazione tenuto da attori professionisti, Andrea tolse a Marzio una parte importante che gli avrebbe garantito maggiore visibilità. Inoltre un’altra situazione, che si chiamava Isabella, alimentò il rancore tra i due uomini. Lei, proprio la donna che aveva stregato il rude Marzio e che era riuscita a sciogliere il suo cuore come cera calda. Egli addirittura progettava con lei il matrimonio, parola che era sempre stata bandita dal suo vocabolario di artista solitario. Poi,come sempre, quando si crede che la felicità sia al culmine, succede l’inaspettato. Isabella in preda a singolari desideri di emancipazione abbandonò Marzio, poiché si sentiva oppressa e non pronta al matrimonio. Salvo poi, dopo qualche mese farsi vedere da Marzio, in prima fila in platea,ad applaudire Andrea, il suo nuovo fidanzato. Quindi egli era riuscito a strappare anche un’altra parte importante della vita di Marzio Per questo ogni incontro tra i due era pericoloso, troppi  rancori passati ma non ancora distrutti. Marzio chiuse dietro di se la porta cercando di non farsi innervosire dall’inquietante presenza del passato che faceva però ancora male. Cercava di fare memoria e preparare il suo pezzo. Camminava avanti e indietro ripetendo tra se e se, quando avvertì una presenza alle sue spalle.

“Torresi! Che piacere vederti! Avevo la sensazione che mi sarei annoiato oggi se tu non fossi venuto. Sai, conquistare così facilmente la parte senza vederti rosicare non mi avrebbe dato lo stesso piacere ed invece eccoti qui!” esclamò sarcastico.

“Be se stanno cercando qualcuno per interpretare il ruolo di un vero stronzo di sicuro la parte è tua!” si limitò a rispondere Marzio portando lo sguardo altrove. Stava cominciando a vedere rosso e cercava di contare fino a dieci per non sbottare.

“No sai…credo che cerchino qualcuno per la parte di un fidanzato cornificato e poi lasciato” ribatté Andrea piazzando la stoccata più dolorosa per Marzio che, in una frazione di secondo perse il controllo e reagì colpendolo, seppur di striscio, con un pugno e procurandogli una piccola ferita sul sopracciglio. Subito dopo si rese conto di ciò che aveva fatto. Nella stanza tutti si voltarono a fissarlo mentre alcuni soccorrevano Andrea sdraiato a terra sanguinante che cercava di non sporcare col sangue la sua cravatta di raso viola costosissima. Il regista e i suoi collaboratori cacciarono immediatamente Marzio dal casting e  un sorriso comparve quindi sul volto insanguinato di Andrea. Marzio in preda alla rabbia corse verso Marco che lo attendeva in corridoio.

“Che hai combinato? Cosa sono queste urla?” chiese Marco alzandosi dalla sedia e ascoltando il trambusto nella sala.

“Ho tentato di spaccare il sopracciglio a uno stronzo!” disse Marzio tirando dritto sparato verso la porta e girando con rabbia la maniglia. Marco lo seguì giù per le scale facendo fatica a stare dietro l’amico che con le sue lunghe leve camminava più svelto.

“Ma per caso ai casting cercavano l’erede di Bud Spencer?” chiese ironico Marco non perdendo, nonostante tutto, la  sua proverbiale ironia.

“ Ho bisogno di un caffè!” esclamò Marzio fermandosi poi al portone per un istante a riflettere e respirando a fatica per il nervoso. Poggiando una mano sul muro egli si guardava attorno scuotendo il capo. Dentro la sua testa miliardi di pensieri si rincorrevano contemporaneamente.

“Io propongo una tisana rilassante, melissa e camomilla per tutti!  Dai c’è un bar qui vicino andiamo!” disse premuroso Marco con una pacca sulla spalla dell’amico………..

 [1] Lett. lumachina  è il vezzeggiativo con cui Rugantino si rivolge a Rosetta nella commedia teatrale omonima. Nel dialetto romano spesso il termine vuole indicare ragazza carina, dolce.

[2] Corsa: originario della Corsica

ENGLISH VERSION

“It ‘s over,” cried the girl taking his helmet from the back seat. Stephen yelled in his face all his hatred. Out of the car and slam the door was one. Elisa ran away while he scoured, left to other places leaving the “failed” as he had appealed several times during the heated argument, would follow his foolish dreams of gloria.Lei instead reached the Colosseum reddened by the sunset and sat on a low wall mingling in the crowd of tourists and flash.

“Oh good you do you photo with Er Centuria ? Spic inglisc?? Spanisccc? “Exclaimed the burly dude, disguised as ancient Roman centurion raising his fist armed with a sword and trying to earn the last ten euro of the day and the sympathy of the girl.

“No thanks,” replied the girl with a smile, trying to hide the tears and the sadness and pointing a little the dialect of Rome. The centurion with streaks knew then that she was a local.

“Oh beautiful girl don think, now , mò mò, come the New Moon and you’ll see that everything changes and becomes very very better mejo! Ave Ciumachella [1] or Centuria salutat you, “said the guy consoling the girl could not help but smile through her tears at the imperial salute the man who had just returned. She took from his bag an exercise book full of post-it notes and placed in bulk and looking around, he began to write.

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Rome is stretched in the sun light on a Thursday in early November. There was a bustle outside the DAMS incredible. Students old and new, off course and students. Despite the lessons would begin the following Monday, there were those who wrote the times, people seeking textbooks, classrooms for those seeking admission test and those who simply could not wait to see old friends to start a new year full of dreams, study pages and old loves. Cigarette smoke and protest banners around that old porch of years old, walked Elisa looked up on bulletin boards. Eyes very swollen from sleepless night that did not prevent, however, to look around for friendly faces and study through other eyes, those of the students, to see which of them could have that light, the same light that she saw in her. That twinkle that showed the world the will and passion to want to study and want to leave your name echo in eternity, as recited that old movie, one of many that she loved. The desire to want to be somebody and make their lives extraordinary. Thinking back to the nth and finally last fight with Stephen, it did not seem at all extraordinary. But perhaps you have closed the story really symbolized the end of a tunnel and gave breath to his hopes. The girl went over to one of the boards where you putting up ads for the sale of used books. A good way to save for many students, since most of the books had exorbitant costs. He tried a space between the dozens of sheets already hanging and once found, posted your ad. He was selling the books of his penultimate test. To draw attention had drawn a sun and a moon close to each other, an ‘image that he loved so much, especially the second. At the end of the paper had carved many strips where he had repeatedly written his phone number and his name. After entering the last needle still his announcement about smiling. Spread it for good, that could be seen easily, then walked away towards the door. Giorgia and Floriana is pararono the front with their shrill voices with a distinctive cadence of  Roman Dialect from Trastevere’s district.

“If you only knew….” began Giorgia, more shapely and pretty of the two friends.

 “What is it, the summer holidays have been more exciting than expected? Or you’ve finally won the darts tournament at the Long Hall Pub, “asked Elisa shaking his head and laughing together in Floriana.

“But no, we just wanted to give you the scoop of the century,” he added just the latter.

“Remember the assistant Jacobins?” Said Giorgia blonde curly.

“The handsome? Of course I remember! You talk about it all the time and certainly not for his professional skills, poor fellow. A life of study and culture overshadowed “Elisa said, nodding and smiling.

“It ‘became professor of Institutions Director and film,” said the red-faced. Elisa smirks. Was the question that was missing before graduation and the idea of ​​following along with the notorious and now assistant professor neo-fascinated her. Elisa knew Jacobins for his skills as a teacher and director, had followed in depth career in the theater and it was without doubt his most inspiring way of teaching, without detracting from the old professor outgoing. The girls commented to each other that this gossip swirling already transpired within the walls of the right, and just in that moment came the good professor in jacket and shirt, with a nice pair of skinny jeans with the legs straight and slender. The beautiful tuft of brown hair swayed with every step, and he, aware of the eyes of the students seemed pleased, however, be embarrassed and looked down, sparing but smiles. The professor walked toward the two girls who had followed in the past some of his lessons, when replacing the old Professor Molinari, and recognized. Come before them stopped running his hand through his hair.

“Hello girls, ready for a new year?” Said the man with the blue eyes and Floriana notte.Giorgia nodded exchanging looks ironic and responding in confidence since he was always friendly with his students. The young professor Elisa noticed serenely watching him with a faint smile.

“You are new? I have never seen in class of prof. Molinari, “he asked politely.

“She’s a nerd …. did not repeat an exam, that’s why you do not know, “she hastened to answer Giorgia, arousing the laughter of the company.

“Do not pay any attention to my friend! Follow its course for the first time, since it is the last exam before graduation, “said the girl.

“Give me of you?” The professor laughed heartily and said “the way you make me feel old, I just 40 years old! However, pleasure, Roberto … congratulations for graduation next then “taking her hand.

Elisa stood for a moment dumbfounded but then recovered favoring then the act of presenting and professor.

“My name is Elisa Teillard”

“Oh …. name stranger?” The professor asked curiously.

“Of Corsican origin …. so I have always told my paternal grandparents but I’m Italian and Roman in every way,” said the girl amused.

“Oh Corsica … interesting … congratulations! See you Monday to lesson then, Mademoiselle Elisa “concluded the man waving then the other two girls, one of them smiled furbette. Elisa looked at his watch and noticed to be late, so the emphasis greeted with two friends and ran down the corridor to reach the porch. As he ran, trying to avoid obstacles humans, a very tall man, collapsed right on top of her. The girl stopped turning annoyed. The man just looked at her, then went straight to his way, muttering something.

“Idiot!” Shouted behind her and began to walk toward the porch. It is a little sad because when these things were happening absolutely fortuitous, she took it as a personal thing. “I have a  Casper’s syndorme!” Often used to say to her friends, because as the ghost created in the early forties by Seymour Reit and Joe Oriolo, he wanted to show others in all its essence, gentleness and intelligence but apparently they remained scared or just did not see her, and she understood to be different. This thing sometimes sad, sometimes they instilled the courage and orgoglio.Ora then began his senior year, the day of reckoning. This thought within himself and went to the exit of the faculty. Had to hurry because the job was waiting at the bar and was getting late. The grumpy man turned again to the girl, who now came out of the gate. Then she looked back Boards slowing the pace. He paused on the moon imprinted on the ad and settling the glasses rimmed fashionable read it carefully. Were just some of the books I was looking for. He took then a strip of the announcement, read the number and the name, Elisa, and put it in his pocket and then hurried back to the door of the faculty. Descended the stairs. Marco was there smoking a cigarette, leaning against his car and looked around smugly.

“Did you see that?” Exclaimed ironically nodding of the head swirling the comings and goings of cute  girls entering and leaving university.

“Yeah … this is one of the reasons why I joined here years ago,” said a hearty laugh Marzio friend “by now we go otherwise I’m late to the audition” went on the boy.

 “Oh, do you remember the promise you made me?” Asked the young man going to his old Clio gray.

“Of course I remember … even if I’m wrong this audition I start to study … look I also got the numbers to buy books and I pinned the course schedules are or are not a model student?” Said Marzio chanting, waving in front of the face of his friend the strip. The car went through the busy streets of the city.

“Marzio by not making ironic, you know why I say this, I do not want the usual pistolotti you make your own, but this piece of paper to something you will need. It’s always a curriculum for an artist like you. Me too would like to attend a school for serious music or even the conservatory, not to be considered a simple strummer by piano, “said Mark talking to his friend.

“You’re right, maybe I will also do well to stop for a little while ‘specimens …. break off the bloody streak. How’s go! “Said Marzio smiling.

“Anyway you have to find a girl like you should. Just spreaders on the photos of your friends. Are not you sick of receiving sms with 6 an asshole? “Said Marco, screaming and bowing his head slightly to the side to block out the noise of the car.

“Again with this story! I’m not going to have more relations after the beating of Isabella! “Said Marzio looking out the window. Marco shook his capo.I two men passed through Rome, to arrive near an elegant building of Viale Mazzini. Marco pulled over.

“I do not think you have to give up hope, not all are bitches like her! And then you should do some ‘self-criticism, in my opinion, “said Marco continuing the discussion.

Marzio got out and looked around, adjusting his glasses on his nose well out of sight. The startled expression to the words of his friend.

“I’m supposed to be self-critical? And why not? ”

“For the past because you’re covered with an armor to be able to defend well from disappointment. I understand how you feel, but you have to move on and be more proactive. Your being taciturn and mysterious at first fascinated, but it is a double-edged weapon, unfortunately. ”

“You’re probably right. But lately I’m not very positive about matters of the heart, or maybe I’m just too caught up in my dream and that the eyes of others makes me a failed self-centered and delusional … but this is my character and I can not change it. ”

“No one says you have to change everything, but you just have some blunt side, that’s all. Forget the negativity that you carry around. Jump off means only attract more negativity. Trust those who has already passed! Smile! “Concluded Mark mimicking a smile with her fingers on his face .Marzio nodded to fraternal words of his friend who was always there to help in every difficulty even if life a few months earlier had put him up against the wall. Despite the sudden death of his father, Marco had reacted to pain and had also taken charge of the suffering of the mother, but in spite of everything he had lost his smile and his joie de vivre. He always had music as an outlet. In comparison to this situation certainly problems Marzio were really frivolous but the boy however did not neglect her friend who in turn offered his psychological and moral support. The two therefore, although they knew only a few years seemed like fratelli.Marzio approached the intercom looking inside and then played with decision awaiting the answer was not long in coming. A metallic voice of a woman pointed to the floor and the position of the door on the landing. The two men ventured into the hall of the palace followed by the elegant doorman in sight who cleaned the ground dried leaves. Joints in the enormous apartment used as an office, a girl greeted them handing them a sheet to fill out.

“Oh, no thanks … I do not need the paper … I’m the manager” declared Marco giving himself a countenance, returning the paper to the girl who looked at him doubtfully and then move away.

“Are you crazy? You my manager? With those shoes? “Marzio said softly, looking down on the Converse of his black jeans and torn at the knee.

“Well what is it? I’m a …. a little ‘vintage … but very chic! “he said, laughing and gesturing.

Marzio proceeded to complete the form with your information and a few minutes later she came back to pick it up.

“Come the room is already full,” said the girl Marzio that followed could not avoid squadrarle the lower back because of the very mini skirt.

Once in the room, he found himself in front of a group of people holding sheets written. Was a remembrance of their war horses. Among them he recognized Andrea Lamberti. A feeling of anger and resentment through the back of Mars. His antagonist was again on its way. A type snob, who also had a passion for acting and in recent months had become his profession because he was able to get a series of employment contracts that were very useful to get to know slowly. Andrea had repeatedly clashed with Mars in the past, since the time of high school, but the disagreements were not limited to mere childish because by adulthood other situations intersected the paths of the two men and then break dramatically. During an internship in acting taught by professional actors, Andrea took Marzio an important part that would guarantee greater visibility. Also another situation, called Isabella, fueled resentment between the two men. She, the woman who had bewitched the rude Marzio and was able to remove his heart like hot wax. He even planned her marriage, a word that had always been banished from his vocabulary reclusive artist. Then, as always, when you believe that happiness is at its height, the unexpected happens. Isabella prey to singular desires of emancipation left Marzio, since he felt overwhelmed and not ready for marriage. But then, after a few months to be seen by Marzio, in the front row in the audience to applaud Andrea, her new boyfriend. So he was able to tear up another important part of the life of Marzio’s why every meeting between the two was dangerous, too many grudges passed but not yet destroyed. Marzio closed the door behind him trying not to annoy the disquieting presence of the past, which was, however, still hurts. He tried to memory and prepare his piece. He walked back and forth repeating to himself, when he felt a presence behind him.

“Torresi! Good to see you! I felt that I would have bored today if you had not come. You know, win so easily without seeing to fret would not give me the same pleasure and instead here you are! “He said sarcastically.

“Well if you are looking for someone to play the role of an asshole for sure the part is yours” only replied Marzio bringing looked away. He was beginning to see red and tried to count to ten for not blurt out.

“No … I think you know who are looking for someone for the part of a cuckolded boyfriend and then left,” said Andrea placing the most painful jab for Marzio, in a split second he lost control and reacted by hitting him, albeit in passing, with a punch and giving him a small wound on his eyebrow. Soon after he realized what he had done. In the room all turned to stare at him while some succor Andrea lying bleeding on the ground trying not to get in the blood of his necktie purple satin expensive. The director and his team immediately drove Marzio by casting and then a smile appeared on his face bloodied by Andrea. Marzio in a rage ran to Mark who was waiting in the corridor.

“What did you do? What are these cries? “Marco asked, rising from his chair and listening to the commotion in the room.

“I tried to split the eyebrow in an asshole,” said Marzio pulling straight shot to the door and angrily turning the handle. Marco followed him down the stairs struggling to keep up with the friend who was walking with his long levers quicker.

“But if the casting sought the heir to Bud Spencer,” asked Marco ironic not losing, despite everything, his proverbial irony.

“I need a coffee!” Said Marzio then stopping at the door for a moment to reflect and breathing hard for the nervous. Placing a hand on the wall, he looked around and shook his head. Inside his head billions of thoughts were running simultaneously.

“I propose a relaxing herbal tea, lemon balm and chamomile for everyone! From there is a bar near here we go, “said Marco thoughtful with a pat on the shoulder of his friend ………..

 [1] Letter snail is the nickname with which Rugantino is aimed at Rosetta in the stage play of the same name. In the Roman dialect often the term is intended to indicate pretty girl, sweet.

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