Progetto Meldon: Ancora qualche ora di lavoro e poi relax – Project Meldon:A few more hours of work and then relax

Ci siamo….arrivano i ponti….ovviamente parlo del 25 aprile e del 1 maggio che sono ricorrenze italiane e siccome capitano in mezzo alla settimana c’è possibilità di allungare le feste facendo il cosidetto “ponte”. Dunque mi prenderò una pausa anche io per far riposare il corpo e la mente e tornare più carica di prima con un sacco di progetti in ballo. Tra i progetti a cui sto lavorando c’è ovviamente “MELDON” la trilogia fantasy di cui vi ho parlato nei post precedenti. Ho terminato il prologo, primo e secondo capitolo e ho addirittura gettato le basi per il prequel e il sequel negli appunti di produzione. Sono andata avanti anche con i disegni, poichè la mia collaboratrice Fran era beatamente in vacanza anche lei e non volevo far passare tempo prezioso, ma appena termineranno le festività le farò vedere cosa ho realizzato e di sicuro mi darà una mano a correggere le bozze e torneremo a lavorare sulla Mappa di Ardamithrisil….il mondo fantasy che ho creato. In questa settimana ho lavorato sugli stemmi dei vari ordini e clan citati nel libro, per la precisione ho lavorato allo stemma  dell’  Ordine dei Grandi Precettori di  Ildisia e allo stemma del Clan Elfico più importante del libro, ovvero i Luvat’hil di cui vi mostro un’anteprima qui nel post. Prima di andare in vacanza per qualche giorno voglio accontentare chi mi ha chiesto qualcosa in più sulla trilogia perciò…signori e signore mettevi comodi….che vi posto alcune parti del prologo e dei primi capitoli del fantasy. Con questo vi saluto e ci rivediamo Lunedì 6 maggio 2013 con un sacco di novità. A presto!

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ANTEPRIMA DEL PROLOGO DI “Meldon e la Gemma di Miw”

[…]Il principe Ioldaer, elegante nella sua alta uniforme bianca e grigia, abbellita da una corazza di mithril decorata in rilievo col simbolo del Clan, cercava di mascherare l’emozione del momento mentre osservava il corteo Reale che avanzava verso l’altare. La Regina sorreggeva  un cuscino di raso bianco.  Sul quel cuscino troneggiava la “Gemma di Miw”, un preziosissimo diadema d’argento e acciaio splendente su cui era incastonata una grossa pietra che richiamava con precisione nella forma e nei colori, un fiore di Miw. Osservando bene la pietra però, all’interno, si potevano notare una piccola sfera che sembrava vivere e si muoveva galleggiando in quella strana  clorofilla rosa. La sfera sembrava viva[…]

“Il Gran Consiglio dei sei Re Alqua  ha preso una saggia decisione. D’altronde la Regina Menelyë non può continuare a regnare da sola, c’è bisogno di un successore diretto della famiglia Reale, come tradizione vuole, del resto…se il Gran Consiglio ha deciso così…non posso che essere d’accordo.…assolverò con devozione e perfezione il mio dovere…voglio onorare la memoria di mio padre Vëon e di mio fratello Calardan e sarò una guida eccellente per il nostro giovane Re di Luvat’hil” sibilò tra i denti il principe Ioldaer dando una fugace occhiata al vecchio alchimista per poi tornare a fissare gli occhi verdi del piccolo la cui attenzione ora era catturata da un prezioso pendente d’acciaio che lo zio portava al collo e dall’elsa regale della spada al suo fianco. Il principe gli rivolse un freddo sorriso poi portò le sue iridi bianche oltre la radura.
“I vostri congiunti si staranno rivoltando nella tomba” sussurrò tra se e se Sir Leonard[…]
[…]“Miei Confratelli gioite, ecco il nuovo Re di Luvat’hil …il suo nome è….” urlò dopo aver inspirato aria pura e le sue mani scesero lentamente sul capo del piccolo. Ioldaer osservò la scena con un ghigno satanico, passandosi la punta della lingua sulle labbra per poi sibilare appena come se stesse assaporando il dolce retrogusto dell’idromele servito a corte.
“E’ il momento” sussurrò tra se e se e pochi istanti prima che la Gemma di Miw toccasse il capo dell’elfo, si drizzò in piedi e in un attimo sguainò la spada tenendola nella destra.
“Eccomi! Sono io il Re!” urlò e si portò alle labbra il ciondolo d’acciaio che indossava, che altro non era che un piccolo flauto. Iniziò a salire la scalinata per avventarsi verso il piccolo. Lo strumento emise un fischio potente che riecheggiò per tutta la radura. Sir Leonard si precipitò giù per la scalinata di marmo temendo qualche gesto insano del principe che ora avanzava rabbioso facendosi largo a colpi di fendenti e sbaragliando l’attacco delle guardie Reali. Qualche istante dopo il sonoro fischio una fitta pioggia di frecce infuocate caddero dal’alto colpendo in ogni dove il popolo che ora si disperdeva per la paura. Urla e grida di terrore spezzarono l’incanto della cerimonia mentre la Regina Madre cercò di trarre in salvo suo figlio. Lo prese con forza dall’altare e salendo forsennatamente l’ultima rampa di scale cercò riparo nel palazzo reale.
Sir Leonard si parò innanzi a Ioldaer a metà dell’imponente scala di marmo.
“Fermati pazzo traditore!” esclamò il vecchio alchimista gettandosi addosso all’elfo col suo bastone nodoso e la spinta fu tale che egli riuscì a rovesciare con le spalle a terra Ioldaer.
“Il pazzo sei tu, vecchio alchimista! Questo è il mio Regno, mi spetta, sono io l’erede legittimo e non quell’infante! Mio padre avrebbe voluto così!” esclamò a fatica poiché il bastone di Sir Leonard premeva ora sul suo petto protetto solo dalla corazza di mithril posta sopra la chiara uniforme della Guardia Reale.
“Tu non sei degno di portare la Gemma di Miw, tu sei un traditore….tu..lo hai…” gridò a fatica Sir Leonard che non fece in tempo a finire la frase. Si sentì afferrare alle spalle da due mani potenti come morse e Ioldaer approfittò per divincolarsi e rimettersi in piedi.
“Pharaun!” esclamò il principe quando si trovò davanti il possente drow dalla pelle scura. Il drow teneva tra le sue grinfie l’anziano alchimista che tentava di divincolarsi come un pesce appena pescato e ancora attaccato all’amo, ma la forza del drow era superiore alla sua.

“Dov’è il tuo esercito?” esclamò Ioldaer all’indirizzo del drow.

“Dietro di te!” rispose con voce stentorea il drow e Ioldaer nel voltarsi si proruppe in una cavernosa risata. La vallata era avvolta dalle fiamme mentre un’intera cavalleria, penetrata tramite una breccia fatta nel muro di cinta in un parte nascosta  dalla folta vegetazione, ora l’attraversava distruggendo e uccidendo ogni cosa si frapponesse sulla sua strada. Dei canti festosi non c’era più traccia ormai ma solo il crepitio delle fiamme misto a urla di terrore e rumore di spade. Gli sgradevoli gridi di giubilo dei drow che avevano invaso il regno, riuscivano a coprire anche il rumore della cascata. Ioldaer allargò le braccia e urlò al cielo ancora una poderosa risata poi rapidamente cominciò a salire il resto della bianca scalinata agitando la sua spada. Giunto in cima spalancò le pesanti porte del palazzo Reale che si richiusero all’istante con un fragoroso rumore. L’elda attraversò l’enorme salone che conduceva al trono. I  suoi temibili passi rimbombavano con un eco terrificante.

[…] Nel frattempo fuori Pharaun aveva mollato la presa scagliando in terra il vecchio Sir Leonard che giaceva ora senza vita sulla scalinata. Perdeva sangue da una tempia e non si muoveva. Il drow si avvicinò osservandolo con disprezzo poi si voltò appena in tempo per evitare il colpo ferale tirato da picchiere della guardia reale. La lancia scalfì appena il petto del corpulento drow. Nello stesso istante la sua testa si staccò di netto dal collo e il busto cadde ai piedi del drow.

“Ottimo lavoro Zhusee!” esclamò Pharaun al suo soldato ed entrambi guidarono l’esercito sulla scalinata per raggiungere il portone del palazzo Reale.

Ioldaer nel frattempo proseguì l’esplorazione del palazzo Reale, la sua andatura ora si faceva più lenta. Ad ogni passo la Regina sobbalzava e chiudeva i suoi occhi come a voler scacciare quell’incubo.

 “Piccolo Meldon, tranquillo ce la faremo” sussurrò nelle puntute del figlio che in quell’istante liberandosi dalla mano della madre emise un gemito che riecheggiò per tutto il salone. Le puntute di Ioldaer vibrarono ed egli si voltò immediatamente verso la colonna dove madre e figlio erano nascosti.

 “Nascondervi non vi serve più ora!” esclamò nel frattempo il principe correndo verso la colonna. La Regina decise di affrontare il pericolo lasciando il piccolo Meldon e la Gemma di Miw al sicuro dietro la colonna di marmo e uscì allo scoperto  frapponendosi tra lui e Ioldaer.

“Mossa sbagliata mia Regina!” esclamò l’Elfo scagliandosi su di lei e tentò di prenderla per il collo con la mano sinistra, brandendo la sua spada nella destra . La Regina tentò di difendersi con tutte le sue forze muovendosi veloce attorno a Ioldaer che mancò la presa sbilanciandosi in avanti. Thennil schivando la potente morsa di Ioldaer, trasse un piccolo stiletto nascosto dentro la manica della sua morbida tunica e colpì al braccio destro il principe Ioldaer che lasciò andare la spada tenendosi la mano ferita. L’Elfo cadde a terra mentre la ferita perdeva linfa copiosamente e Ioldaer terrorizzato strisciò fino ad una colonna per appoggiarsi

“Nadorhuan![1] La Gemma di Miw non sarà vostra! Non lascerò che il mio Regno cada nelle mani di un traditore.”

“Non fate ulteriori mosse azzardate Thennil, fuori c’è un esercito di drow che è con me….fareste bene a posare le armi ed arrendervi!” esclamò con disprezzo Ioldaer tenendosi la ferita e cercando di rialzarsi a fatica. Proprio in quell’istante il portone si spalancò con fragore e una miriade di drow entrò brulicando ed urlando. La Regina Thennil si guardò attorno terrorizzata mentre alcuni di loro la circondarono.

“Vedete mia Regina….dovevate arrendervi subito…” disse Ioldaer una volta in piedi.

“Il mio Regno…. dove sono le mie genti? Cosa avete fatto?” chiese l’Elfa cercando di divincolarsi dalla presa di due drow che l’avevano immobilizzata. Uno di loro le torse il polso ed ella con un grido di dolore lasciò andare lo stiletto.  In quell’istante entrò Pharaun che recava in mano una testa mozzata.

“Le vostre genti stanno scappando….almeno quelle che non siamo riusciti ad uccidere” esclamò con voce cavernosa il corpulento drow e in quell’istante alzò la mano destra e fece ballonzolare innanzi alla regina, la testa mozzata del picchiere che grondava di sangue. Gli occhi vitrei e sbarrati la fissavano con orrore e la Regina voltò il capo disgustata, sciogliendosi in un pianto a dirotto e in un urlo di dolore.

“Procediamo e non perdiamo altro tempo!” esclamò il drow verso Ioldaer che si diresse veloce verso la colonna dove era ancora nascosto il piccolo Meldon. L’elfo che ora recava in mano il prezioso diadema e lo teneva come fosse un giocattolo che in quell’istante gli stava dando coraggio.

“Piccolo Meldon, date allo zio Ioldaer questa bella corona!”


[1] Trad. “Vile Cane!”

ENGLISH VERSION

We arrive …. “the bridges” …. obviously I speak on April 25 and May 1 celebrations that are Italian and since they fall in the middle of the week there is the possibility of lengthening the parties take an extras days off. So I will take a break too for body and mind to rest and come back office as the first with a lot of projects going on.Among the projects I’m working on there is obviously “Meldon” the fantasy trilogy that I talked about in previous posts.I finished the prologue, the first and second chapter and I even laid the groundwork for the prequel and sequel to the clipboard production. I went ahead with the drawings, as my colleague Fran was blissfully on vacation and she did not want to spend valuable time, but as soon as finish the holiday I’ll show you what I made and for sure will give me a hand to proofread and return to work on the Map of Ardamithrisil …. the fantasy world I created. This week I worked on the crests of the various orders and clans mentioned in the book, actually I worked the emblem of the ‘Order of the Grand Preceptors of Ildisia and to the family crest of the Clan Elven most important of the book, or the Luvat’hil which we monster preview here in the post. Before you go on vacation for a few days I will satisfy those who asked me more about the trilogy so … ladies and gentlemen …. you put yourself comfortable place some parts of the prologue and the first chapter of the fantasy. With this I salute you and we’ll see you Monday, May 6, 2013 with a lot of news. See you soon!

PREVIEW OF THE PROLOGUE “Meldon and the Gem of Miw”

[…] The Prince Ioldaer, elegant in his dress uniform gray and white, adorned with a mithril armor decorated in relief with the symbol of the Clan, trying to mask the emotion of the moment as he watched the parade Royal advancing toward the ‘ altar. The Queen was holding a pillow white satin. On that pillow dominated the “Gem of Miw,” a precious diadem of silver and steel shining on which was set a large stone that recalled with precision in form and color, a flower of Miw. Looking good, however, the stone inside, you could notice a small ball that seemed to live and moved in that strange floating chlorophyll pink. The ball seemed to be alive […]

“The Grand Council of the six Alqua King has made a wise decision. Moreover, the Queen Menelyë can not continue to reign alone, we need a direct successor of the royal family, as tradition says, the rest … if the Grand Council decided so … I can not but agree …. acquit with devotion and perfection my duty … I want to honor the memory of my father Vëon and my brother Calardan and I will be an excellent guide for our young King of Luvat’hil “he hissed between his teeth Prince Ioldaer giving a glimpse of the old alchemist and then go back to fix the little green eyes whose attention was now captured by a precious steel pendant that his uncle wore around his neck and regal hilt of the sword at his side. The prince gave him a cold smile then brought his white irises over the clearing.
“Your relatives must be turning in his grave,” he whispered to himself Sir Leonard […]
[…] “My Brothers rejoice, here is the new King of Luvat’hil … his name is ….” yelled after having breathed fresh air, and his hands slowly went down on the head of the child. Ioldaer surveyed the scene with a satanic grin, rubbing the tip of his tongue over his lips and then hiss just as if he were savoring the sweet taste of mead served at court.
“It ‘s time,” he whispered to himself and a few moments before the Gem of Miw touched the head elf, he sprang to his feet and in a moment he drew his sword in his right hand holding it.
“Here I am! I am the King! “Screamed and brought it to his lips the steel pendant she wore, which was nothing more than a small flute. He began to climb the stairway to rush towards the child. The instrument whistled powerful that echoed through the clearing. Sir Leonard rushed down the marble staircase fearing some insane gesture of the prince who was now making rabid making their way in slashing strokes and beating off the attack of the royal guards. A few moments after the whistle sound a dense rain of flaming arrows fell dal’alto hitting everywhere now that the people were scattered in fear. Shouts and screams of terror broke the spell of the ceremony while the Queen Mother tried to rescue his son. He took it from the altar and strength going up the last flight of stairs frantically sought refuge in the royal palace.
Sir Leonard loomed before Ioldaer in the middle of the imposing marble staircase.
“Stop crazy traitor,” said the old alchemist throwing himself upon the elf with his knotty stick and thrust was such that he managed to turn his back on the ground Ioldaer.
“The fool you, old alchemist! This is my kingdom, I deserve, I am the rightful heir and not quell’infante! My father would have wanted it that way, “cried fatigue because the stick of Sir Leonard was pressing on his chest now only protected by the armor of mithril placed over the clear uniform of the Royal Guard.
“You are not worthy to bear the Gem of Miw, you’re a traitor …. you .. did you …” cried Sir Leonard fatigue that did not have time to finish the sentence. He felt himself seized from behind by two powerful hands like vises and Ioldaer took the opportunity to break free and get back on their feet.
“Pharaun!” Said the prince, when he found himself in front of the mighty drow dark-skinned. The drow kept in his clutches the old alchemist who tried to wriggle like a freshly caught fish and still attached to the hook, but the strength of the drow was superior to his own.

“Where is your army?” Exclaimed Ioldaer at the drow.

“Behind you!” He said in a loud voice the drow Ioldaer and in turn you gave a hollow laugh. The valley was engulfed in flames while an entire cavalry, penetrated through a breach made in the wall of a partly hidden by thick vegetation, now crossed by destroying and killing everything was standing in his way. Of festive songs there was no trace now but only the crackling of the flames mixed with screams of terror and clash of swords. The unpleasant shouted for joy drow who had invaded the kingdom, they could also cover the noise of the waterfall. Ioldaer spread his arms and screamed to the sky still a mighty laugh then quickly began to climb the rest of the white staircase waving his sword. At the top swung open the heavy doors of the Royal Palace which is closed again instantly with a loud noise. The elda across the huge hall that led to the throne. His fearsome steps resounded with an echo terrifying.

[…] In the meantime outside Pharaun had lost their grip on the ground throwing the old Sir Leonard now lying lifeless on the steps. He was losing blood from his temple and did not move. The drow came up watching him with contempt then turned around just in time to avoid the fatal shot pulled from pikemen of the royal guard. The spear just grazed the breast of the portly drow. At the same instant his head came off cleanly from the neck and torso fell at the feet of the drow.

“Great job Zhusee” cried Pharaun to his soldiers and both led the army on the stairway to reach the gate of the Royal Palace.

Ioldaer meanwhile continued the exploration of the Royal palace, his pace was slower now. For each step the Regina bounced and closed his eyes as if to chase away the nightmare.

 “Small Meldon, we’ll make it quiet,” he whispered in pointy son at that moment freed from the hand of the mother let out a groan that echoed throughout the hall. The pointy of Ioldaer quivered and he immediately turned towards the column where mother and child were hidden.

 “Hide no longer serves you now,” cried the prince meanwhile running to the column. The Queen decided to confront the danger leaving the small Meldon and the Gem of Miw safe behind the marble column and stepped out into the open standing between him and Ioldaer.

“Wrong move my Queen,” cried the Elf throwing himself on her and tried to take her by the neck with his left hand, brandishing his sword in his right hand. The Queen tried to defend himself with all his strength by moving fast around Ioldaer that lacked the power forward tipping the scales. Thennil dodging the powerful grip of Ioldaer, drew a small dagger hidden in the sleeve of her soft robe and struck his right arm that the prince Ioldaer let go of the sword, holding his injured hand. The Elf fell to the ground while the wound was leaking sap profusely and Ioldaer terror crept up to a pillar to lean

“Nadorhuan! [1] The Gem of Miw will not be yours! I will not let my kingdom fall into the hands of a traitor. ”

“Do not make more risky moves Thennil, outside there is an army of drow who is with me …. would do well to lay down their arms and surrender,” cried scornfully Ioldaer keeping the wound and trying to get up with difficulty. Just then the door swung open with a crash and a host of drow came crawling and screaming. The Queen Thennil looked around, terrified, as some of them surrounded her.

“You see my Queen …. had to surrender immediately …” he said Ioldaer once stood.

“My kingdom …. where are my people? What have you done? “Asked the Elf trying to wriggle out of the grip of two drow who had immobilized. One of them twisted her wrist and she with a cry of pain let go of the stiletto. In that instant he entered Pharaun which bore in his hand a severed head.

“Your people are running away …. at least the ones that we could not kill,” he said in a hollow voice the burly drow and immediately raised his right hand and started bobbing before the queen, the severed head of pikemen were dripping with blood. Eyes glazed and staring staring at her in horror and the Queen turned her head in disgust, melting into tears pouring down and a scream of pain.

“Let’s proceed and not waste any more time,” said the drow to Ioldaer who walked fast towards the column where it was still hid the small Meldon. The elf who now bore the precious diadem in the hand and held it as if it were a toy at that moment she was giving him courage.

“Meldon, given his uncle Ioldaer ,this beautiful crown!”[……]

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[1] Trad “Cowardly Dog!”

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