London part.1: Le mie vite passate – My past lives

Può uno scrittore perdere le parole? Si! Per una serie di motivi , tra cui quello di scoprire l’empatia con una città, capire che una parte delle sue vite passate e dei suoi personaggi , sono nate proprio lì. Questo è ciò che mi succede ad ogni viaggio ma in particolare in quest’ultimo. Londra mi ha tolto le parole. E’ incredibile questo blocco alla penna che non mi permette di descrivere al meglio la sensazione che questo viaggio mi ha lasciato. Allora proverò ad usare i colori e gli odori e tutto ciò che i miei 5 sensi sono riusciti a cogliere e forse così sarò in grado di trasmettervi il brivido di perdersi in un mondo diverso e la voglia di smarrirsi tra occhi di mille colori e pensieri , la necessità di vedere cosa c’è oltre la propria finestra. Ho visto molte città e paesi nel corso della mia vita e nessuna di queste, ad oggi, è paragonabile a Londra. E’ un opinione soggettiva ovviamente e comunque non legata a puri giudizi estetici e culturali da parte di un viaggiatore….piuttosto è legata a ciò che mi hanno trasmesso i mattoni, le strade, i muri, l’aria di questa città. Il primo brivido l’ho avuto a Baker Street, forse perchè lì aleggia ancora lo spirito e l’essenza di un mio collega scrittore: Arthur Conan Doyle e il suo Sherlock Holmes. Sotto alla fermata della metro più antica di Londra, (infatti la stazione di Baker Street fu aperta dalla Metropolitan Railway (MR) il 10 gennaio 1863 ed è una delle stazioni originali della prima ferrovia sotterranea al mondo) legno e mattoni trasudano storia. Ho immaginato uomini e donne dell’ottocento, sedersi su quelle panchine e gustarsi un Early Grey in attesa della locomotiva, con quel loro essere dandy ed eleganti che li contraddistingue. Questo loro modo di essere, gli inglesi d.o.c , col passare del tempo non l’hanno perso e per assaporne un pò, mi sono mischiata a loro, rispettando la tradizione del thè delle 17. Mi sono seduta da Starbucks o nei Pub e ho prestato l’orecchio al suono intenso e british delle loro chiacchiere dopo il lavoro, assaporando sotto la lingua il gusto dolciastro dell’Early Grey col latte. Mentre osservavo il colore delle case in cortina, un fremito mi percorreva la schiena e mi balenavano alla mente immagini che sono sicura di non aver vissuto almeno in questa vita. Guardando attraverso il cristallo della mia pinta di birra, ho saputo riconoscere il pallido sole che da sempre accompagna le giornate di quest’isola. Se dovessi descrivere Londra attraverso i colori direi: Il marrone scuro del legno e dei mattoni, il grigio del cielo e il nero del ferro battuto dei binari di Baker Strett. Il rosso porpora dei cuscini delle sedie e il dorato delle insegne dei Pub. Il blu della bandiera e dello stemma della metro. Queste immagini mi hanno ricordato un sonetto che scrissi tanto tempo fa che si chiamava “Botteghe”. Quel brano l’avevo scritto dopo il viaggio a Parigi perchè mi era piaciuto imprimere nella memoria l’immagini delle botteghe dell’800. La stessa cosa è accaduta qui a Londra, quindi nel mio viaggio a ritroso delle mie vite passate posso affermare con certezza che una parte di me ha vissuto nel 19 secolo in qualche cottage di Londra. Questa è come la sensazione dell’essere già stato in un posto toccando un oggetto oppure assaggiando qualcosa, come descrive il Proust con la sua Madeleine. Mi sono sforzata più volte, sorseggiando il thè o osservando le travi di legno delle panchine di Bakery, di capire chi ero e cosa facevo. Ricordo solo un uomo con un cappotto scuro con dei bottoni dorati che cammina col suo bastone da passeggio lungo la banchina, guardando con insistenza il suo orologio da taschino e un leggero vento provenire dalla galleria, accompagnato da un fischio inquietante. Mi siedo sulla panchina in attesa di nuovi lampi di vita passata.

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ENGLISH VERSION

Can a writer to lose the words ? Yes! For a variety of reasons, including to discover a city with empathy , understanding that a part of her past lives and its characters , were born there. This is what happens to me every trip but particularly in the latter . London I took the words right . It ‘s amazing that block the pen that does not allow me to best describe the feeling that this trip has left me . So I will try to use the colors and smells and everything that my 5 senses have failed to grasp and so perhaps I will be able to convey the thrill of getting lost in a different world and the desire to stray from the eyes of a thousand colors and thoughts , the need to see what is beyond his window . I have seen many cities and towns in the course of my life and none of them , to date, is comparable to London. It ‘ a subjective opinion of course , but not tied to pure aesthetic judgments and cultural by a traveler …. rather it is linked to what they sent me the bricks , the streets , the walls , the air of this city. The first thrill I got to Baker Street , perhaps because there still lingers the spirit and essence of a fellow writer : Arthur Conan Doyle and his Sherlock Holmes. Under the Metro oldest of London, ( in fact, the Baker Street station was opened by the Metropolitan Railway ( MR) January 10, 1863 and is one of the original stations of the first underground railway in the world) wood and brick ooze history. I imagined men and women of the nineteenth century , sit on the benches and enjoy an Early Grey waiting for the locomotive, with them that be dandy and elegant that distinguishes them. This way they are , the British doc, over time they have not lost and assaporne for a while, I mixed them, maintaining the flavor of the tea 17. I sat at Starbucks or in the pub and I lent ear to the intense sound of their british talk after work, under the tongue savoring the sweet taste of Early Grey with milk . As I watched the color of the houses in the curtain , a shudder ran through me and I flashed back to mind images that are sure not to have lived at least in this life. Looking through the glass of my pint , I have been able to recognize the pale sun that always accompanies the days of this island. If I had to describe London through the colors I would say : The dark brown wood and bricks, gray sky and the black wrought iron rails of Baker Strett . The crimson cushions of chairs and golden insignia of Pub . The blue of the flag and the coat of arms of the meter. These images reminded me of a sonnet I wrote a long time ago that was called ” SHOPS” . That song I had written after his trip to Paris because I liked to impress upon the memory images of the shops ‘800th. The same thing happened here in London , so in my journey back of my past lives I can say with certainty that a part of me has lived in the 19th century in some cottage in London. This is like the feeling of being in a place already touching something or tasting something, as described by Proust with his Madeleine . I tried several times , sipping tea or watching the wooden beams of the benches Bakery , to figure out who I was and what I was doing. I just remember a male in a dark coat with gold buttons of walking with his walking stick along the quayside , looking earnestly at his watch pocket and a slight wind coming from the gallery , accompanied by a haunting whistle . I sit on the bench waiting for new flashes of past life.

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4 pensieri su “London part.1: Le mie vite passate – My past lives

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