Il principio del “non-narrato” – The principle of “not-narrated”

I miei personaggi fanno una grande confusione mentre scrivo. Si siedono attorno a me e attendono che io finisca di scrivere le scene e parlottano tra di loro, anche se molto spesso si voltano verso di me cercando consenso alle loro asserzioni. Ho chiesto loro,  di trovare un punto tranquillo in una foresta, accendermi una candela e farmi trovare qualche dolcetto e loro hanno eseguito alla perfezione. Ma mentre scrivo, commentano a voce alta, ogni mia parola. Ognuno di loro vorrebbe avere la battuta più bella e figa del romanzo, c’è chi come Ioldaer cerca sempre di attaccare briga con qualcuni, Aelven attende invece sereno e tranquillo esercitandosi con l’arco. Mithalkaer mi racconta le sue vicende in mare con la Dama di Luce, il vascello più grande della Flotta dei Tre Mari. Sir Leonard si diletta con i suoi incantesimi mentre Meldon e Tothiel battibeccano come sempre sulla temibile creatura Tracos. Io li osservo come osservo tutti gli altri personaggi non menzionati ed è grazie alle loro parole e movenze che riesco ad immaginare la storia. Questo mi succede ogni volta che scrivo, i miei personaggi prendono vita perchè gli ho donato un buon background e cosi cominciano ad interagire tra di loro dandomi spunti per proseguire nella loro storia. Se si riesce a far si che i proprio personaggi si radunino tra loro, si è avvantaggiati davvero in tutto il lavoro di scrittura creativa, per fare questo come dicevo, io gli scrivo un background forte, una bibbia potente che contiene ogni cosa li riguarda, dal nome fino alle loro complessità psicologiche. Quando creiamo un personaggio non dobbiamo limitarci a dargli un nome, ma dobbiamo immaginare tutta ciò che gli possa essere accaduto prima di incontrarci. Quando ho creato Aelven ho immaginato la sua nascita, gli eventi della sua vita che lo hanno segnato, cosa gli piace e cosa non gli piace, il suo cibo preferito, la sua arma preferita, le ferite e le cicatrici che ha sul corpo e proprio grazie a questi particolari, che cominciano poi una serie di pensieri e concetti che mi conducono al particolare successivo. Ognuno di questi particolari è un colpo di pennello carico di colore che dipinge il volto del personaggio e il suo ambiente intorno. Quando si scrive non si deve partire dalla storia che si ha in mente, ma da quello che ancora non abbiamo creato, bisogna creare prima quello che non scriveremo nel libro e solo successivamente si avrà la capacità di artcolare il canovaccio della storia e le microstorie che si avvolgono su se stesse. Il principio del “non-narrato” rende tutto più semplice e permette alla fantasia dello scrittore di non avere pericolose amnesie e crisi da “dramma della pagina bianca”. Una volta fatto questo lavoro per ogni personaggio, se riusciamo ad immaginare un concilio o una riunione tra i nostri personaggi, se riusciamo a visualizzarli mentre discutono parlano tra loro, il risultato sarà quello di possedere un enorme patrimonio di concetti, idee, frasi da utilizzare nel nostro romanzo. Ho creato questo principio perchè ho scoperto che è davvero utile specialmente durante la stesura di un romanzo fantasy che è davvero uno dei generi più complessi con cui uno scrittore può scegliere di confrontarsi, come ne ho parlato anche in questo altro articolo.  Spero che il mio “principio del non-narrato” possa in qualche modo darvi un aiuto se siete scrittori come me e se invece siete semplici lettori possa avervi fatto capire come ogni scrittore abbia il proprio metodo per creare i libri che tanto adorate.

A presto con altri piccoli tips sulle mie tecniche di scrittura.

Scripty79

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ENGLISH VERSION

My characters make a big fuss as I write. They sit around me and wait for me to finish writing scenes and whispering to each other, although very often they turn to me trying consent to their assertions. I asked them to find a quiet spot in a forest, light a candle and find me some candy and they executed to perfection. But as I write, comment out loud , my every word . Each of them would have beaten the most beautiful pussy and the novel, there are those who like Ioldaer always trying to pick a fight with qualcuni , waiting instead Aelven serene and calm by practicing with the bow. Mithalkaer tells me about his experiences at sea with the Lady of Light, the largest ship of the Fleet of the Three Seas. Sir Leonard is delighted with his spells while Meldon and Tothiel bickering as usual on the fearsome creature Tracos. I observe them look like all the other characters not mentioned and it is thanks to their words and gestures that I can imagine the story. This happens to me every time I write, my characters come to life because I gave him a good background and so they begin to interact with each other giving me ideas to continue in their history. If you can ensure that the right people will gather between them, it is really an advantage in all the work of creative writing, to do this, as I said, I will write a strong background, a powerful bible contains everything that concerns them, named until their psychological complexity. When creating a character we should not limit ourselves to give it a name, but we have to imagine what all could have happened before we met. When I created Aelven I imagined her birth, the events of his life that have marked him, what he likes and dislikes, his favorite food, his favorite weapon, the wounds and the scars it has on the body and its thanks to these details, which then begin a series of thoughts and concepts that lead me to the particular next. Each of these details is a stroke of the brush load of color that paints the face of the character and his environment around. When you write do not have to start from the history that you have in mind, but from what we have not yet created, you must first create one that does not write in the book and only then have the ability to artcolare the plot of the story and that the micro- they wrap around themselves. The principle of ” not-narrated ” makes it easier and allows the imagination of the writer not to have amnesia and dangerous crisis ” drama of the blank page”. Once you have done this job for each character, if we can imagine a council or a meeting between our characters, if we view them as they discuss talk to each other, the result will be to have an enormous wealth of concepts, ideas, phrases to use in our novel. I created this principle because I have found that it is really useful especially during the writing of a fantasy novel that is truly one of the most complex kinds with which a writer can choose to confront, as I talked about in this other article. I hope that my “principle of not-narrated ” can somehow give you some help if you are writers, but if you are like me and ordinary readers may have you understand how each writer has their own method to create books that you adore so much.

See you soon with my other little tips on writing techniques.

Scripty79

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