Recensioni Semiserie – “IL ROMANZO DI LONDRA”

Amando il Regno Unito e Londra, la città che ho sempre sentito mia, fin dall’infazia, non potevo non avere voglia di leggere questo nuovo libro di Antonio Caprarica. Mia madre sapendo della mia passione, mi ha fatto un bellissimo regalo due compleanni fa (che tra l’altro ho dovuto festeggiare con stampelle a causa di un brutto infortunio) regalandomi questa piccola perla che da allora fa parte della mia libreria. Antonio Caprarica, un bravissimo giornalista e saggista, ha dedicato  molti libri all’Inghilterra e ai suoi simboli, ma questo su Londra è davvero un gioiellino. «Un uomo che è stanco di Londra è stanco della vita» con la frase di Samuel Johnson si apre la presentazione del libro sui maggiori siti di editori, e in effetti mai frase più azzeccata per lo meno dal mio punto di vista: infatti nel libro ho trovato moltissimi racconti che illustrano le molteplici sfaccettature che fin dalla sua nascita, questa città  ha regalato e continua a regalare nel tempo e questo mi fa pensare che Londra è una ultima  tappa, dopodichè non c’è più nulla da vedere. Difatti io ho sempre visto il Regno Unito e Londra come luoghi in cui vorrei trascorrere la mia vecchiaia, proprio una sorta di ultima tappa della mia vita, poichè penso che dopo aver vissuto e visitato molti luoghi del mondo, Londra potrebbe essere il mio ritiro: mi immagino in una bella casa di campagna, stile Shabby, a sorseggiare il mio tè, guardando foto vecchie assieme al mio compagno Daniele, sfogliando i miei libri, raccontando la mia vita al mio bulldog Sherlock che dorme beatamente sul tappeto, vivendo stancamente ma serenamente la mia città adottiva. Leggendo questo libro ho avuto questa sensazione di dolcissima nostalgia, che accompagna i miei desideri futuri, lo so è uno strano paradosso accostare la parola nostalgia al futuro, sembrano quasi in antitesi eppure vi è un legame, lo stesso legame che ho trovato nel libro. Ogni pietra di Londra ci parla di un suo passato bello e brutto e i Londinesi ne custodiscono la memoria. Le tradizioni che si perpetuano sempre col passare degli anni, nonostante sia divenuta una città cosmopolita. Quel suo stile speciale che nessuno ha, quel suo modo di vivere  la pioggia diversamente da quanto fa il resto del mondo, di scandire il tempo attraverso le miscele del thè. Londra ha sempre accolto le mode mantenendo però sempre la sua identità. Londra è stata pericolosa e fascinosa allo stesso modo, basta leggere i capitoli del libro in cui si parla di eleganti locali frequentati dall’alta società in contrapposizione ai quartieri fumosi e oscuri in cui si aggiravano donne di malaffare, malandrini e leggende. Uno dei capitoli più interessanti é quello che descrive il grande incendio del 1666. Il Great Fire di Londra divampò nella City il 2 settembre e distrusse quasi l’80% della cittá. Si narra che sia stato innescato da un forno rimasto acceso per errore poiché il fornaio di Carlo II non aveva spento per bene prima di chiudere il negozio. Alcune scintille infiammarono le pareti e si diffusero in tutta la cittá anche a causa di un vento imponente. La cittá bruciò per 3 giorni interi rigettando i londinesi nel terrore e in un clima di morte, dopo che si erano appena ripresi dalla pestilenza. Quest’ultima però dopo l’incendio diminuì sensibilmente, a seguito della morte di centinaia di ratti portatori del virus. C’é un capitolo molto interessante su Samuel Johnson, l’inventore del Dizionario ma anche del Thesaurus of Quotations dove decine e decine di citazioni ci illustrano la leggenda del fascino sempre mutevole di Londra. Il libro racconta anche di tante personalitá rilevanti del passato come ad esempio il pittore William Kent a cui Re Giorgio I aveva affidato il compito di restaurare la King’s Grand Staircase, la regale magione di Kensigton, che é stata anche l’ultima residenza della compianta Lady D. Insomma se amate Londra non potete non soffermarvi tra le graziose pagine di questo romanzo, per assaporare i ricordi di un tempo perduto, per vedere l’evoluzione dei quartieri e degli edifici storici della City. Di tanto in tanto fermate la lettura e chiudete gli occhi cercando di sentire il vocio nelle strade di Soho, il rumore delle carrozze sui lastricati grigi, il fumo delle ciminiere e lo sciabordio del Tamigi. Odori di rose, vecchi pizzi e merletti. Bombette lucide e ombrelli umidi di pioggia nebulosa sui tetti rossi e neri. Gonfi dolcetti adagiati su alzatine e un thè caldo per scaldare il cuore.

5703290_300339

Annunci

Dimmi che ne pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...